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Investimenti -> La CECA, la CEE e l EURATOM

cee

Dopo la seconda guerra mondiale gli uomini di governo europei si trovarono di fronte l'eredità di un'Europa composta di Stati nazionali, debole economicamente e con un ruolo politico ed economico ridotto rispetto alle due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica.

Sulla base di queste ragioni politiche ed economiche sei paesi europei – Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi tentarono con il trattato di Parigi del 1951 un audace esperimento: la costituzione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA).

A questa unica autorità indipendente fu affidato il controllo di due materie prime indispensabili come il carbone e l'acciaio, che in passato erano state fonti di conflitti. Gli scopi della CECA erano di far

funzionare un mercato comune del carbone e dell'acciaio con la partecipazione di tutti gli operatori dei sei paesi europei, per cui veniva vietata l'istituzione di dazi nazionali all'interno della CECA e si stabiliva una tariffa doganale comune nei confronti dei paesi terzi.

Nonostante i risultati nettamente positivi della CECA, ci si avvide ben presto che l'integrazione economica per settori sarebbe stata di efficacia limitata e avrebbe richiesto tempi lunghi. Perciò i sei paesi aderenti alla CECA decisero di costituire con i trattati di Roma del 25 marzo 1957 la Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea per l'Energia Atomica (EURATOM).

Nel 1973 entrarono a far parte della CEE altri tre Stati: Danimarca, Irlanda e Regno Unito. Nel 1981 l'ingresso della Grecia ha portato la Comunità a dieci membri, mentre nel 1986 si è avuta l'adesione alla Comunità di Portogallo e Spagna (Europa dei Dodici).

La CEE, chiamata anche comunemente Mercato Comune Europeo (MEC), è molto di più di un'unione doganale, che è stata attuata per tappe con la soppressione graduale delle barriere doganali completatasi il 1° luglio 1968.

L'unione doganale, infatti, è caratterizzata essenzialmente dall'eliminazione dei dazi doganali fra i paesi membri e dal mantenimento dei dazi nei confronti dei paesi terzi. In genere poi i dazi nei confronti di questi ultimi vengono portati tutti agli stessi livelli con l'adozione di una tariffa esterna comune.

La CEE invece è una comunità economica che ha obiettivi molto vasti, così indicati nell'art. 2 del trattato istitutivo: « promuovere, mediante l'instaurazione di un mercato comune e il graduale avvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell'insieme della Comunità, un'espansione continua ed equilibrata, una stabilità accresciuta, un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita e più strette relazioni fra gli Stati che ad essa partecipano ».

L'effettiva creazione di un mercato comune richiede necessariamente l'instaurazione di quattro libertà fondamentali di circolazione e di movimento: per le merci, per le persone, per i servizi e per i capitali.
Nei due decenni successivi alla sua istituzione la CEE ha vissuto un periodo di espansione economica e commerciale senza precedenti. Ma l'allargamento della Comunità ha coinciso con la crisi petrolifera e delle materie prime. Con il cambiamento del clima economico mondiale il problema più difficile in seno alla CEE è apparso in questi ultimi anni quello di elaborare una strategia economica congiunta, in presenza di diverse situazioni strutturali, di fasi congiunturali particolari, di interessi talvolta divergenti dei paesi membri.

L'Euratom

L'obiettivo principale dell'Euratom è di sviluppare la produzione pacifica dell'energia nucleare. L'organizzazione provvede a fornire agli Stati membri il materiale nucleare necessario allo sviluppo della ricerca scientifica nel campo nucleare.



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