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La bilancia dei pagamenti

I conti con l'estero di un paese vengono esposti in un documento denominato bilancia dei pagamenti. Questa consiste in un prospetto contabile nel quale sono registrate sistematicamente tutte le transazioni economiche intercorse durante un certo periodo di tempo (un mese, un anno) tra i residenti di un paese (persone fisiche e giuridiche) e i residenti (analoghe controparti) del resto del mondo.

Le registrazioni sono tenute secondo il metodo della partita doppia: le entrate devono eguagliare le uscite. Il saldo rappresenta il risultato attivo o passivo della bilancia dei pagamenti.
Le parti o conti che compongono la bilancia dei pagamenti sono tre:

Partite correnti

In questo conto sono innanzitutto registrate, all'attivo, le esportazioni di merci e, al passivo, le importazioni: queste voci costituiscono la bilancia commerciale. Questa viene di solito distinta dalla cosiddetta bilancia delle partite invisibili (), che comprende le transazioni relative ai servizi e ai trasferimenti unilaterali.
Tra i servizi vanno annoverati i noli e le assicurazioni concernenti il trasporto delle merci, le spese dei turisti stranieri in Italia (attivo) e dei turisti italiani all'estero (passivo); i redditi derivanti dall'impiego di fattori produttivi italiani all'estero e stranieri in Italia.
Tra i trasferimenti unilaterali ricordiamo le rimesse degli emigrati e i trasferimenti pubblici (quali contributi, doni e pagamenti di danni di guerra).

Movimenti di capitale

In questo conto sono registrate in attivo le entrate di capitale nel paese (investimenti esteri diretti, investimenti di portafoglio relativi all'acquisto di titoli, prestiti dell'estero all'Italia); nel passivo le uscite di capitale dal paese, tra le quali vanno comprese oltre alle voci indicate nell'attivo anche le rimesse di banconote italiane dall'estero che possono riguardare fughe clandestine di capitali. Si tratta di movimenti di capitali che riguardano attività finanziarie autonome nei rapporti con l'estero, le quali avvengono spontaneamente senza l'intervento delle autorità monetarie centrali.

Movimenti monetari

Questo conto ha essenzialmente il significato di saldo contabile della bilancia dei pagamenti. In particolare vengono iscritti i cosiddetti prestiti o movimenti compensativi che sono decisi dalle autorità monetarie al fine di compensare eventuali squilibri delle transazioni e di neutralizzare le conseguenze sul tasso di cambio della moneta nazionale. Queste operazioni, che danno luogo al saldo dei regolamenti ufficiali, comportano un aumento delle riserve valutarie (se la bilancia è in attivo) oppure diminuzione delle riserve ufficiali (se la bilancia è in deficit).

Si faccia attenzione a non confondere la bilancia commerciale, che si riferisce solamente alle importazioni e alle esportazioni, con la bilancia globale dei pagamenti che comprende tutte le operazioni con l'estero aventi natura economica.

Qualche chiarimento è indispensabile per quanto riguarda la voce errori ed omissioni che interessa tutti i conti della bilancia dei pagamenti e serve a farla quadrare.
L'inserimento di questa voce si giustifica con il fatto che è improbabile che il totale delle registrazioni in attivo (che determinano incassi di valuta estera) sia perfettamente uguale al totale delle registrazioni al passivo (che invece danno luogo ad uscita di valuta). Anche se concettualmente attivo e passivo dovrebbero bilanciare, può verificarsi che le banche incorrano in errori e imprecisioni in ordine alla data delle operazioni, ai tassi di cambio, alla natura delle partite considerate. Alcune omissioni generalmente si riferiscono alla fuga clandestina di capitali all'estero.

Saldo ed equilibrio della bilancia dei pagamenti

Precisiamo che dal punto di vista contabile il saldo complessivo ufficiale della bilancia dei pagamenti è costituito dal conto monetario.
Dal punto di vista economico è, invece, possibile individuare un saldo per ciascuna delle voci che compongono la bilancia dei pagamenti.
Si può in tal modo determinare il saldo della bilancia commerciale, dei servizi, del turismo, delle partite correnti in generale, dei movimenti complessivi di capitale e così via.
Quando si prende in considerazione, sempre dal punto di vista economico, l'andamento della bilancia dei pagamenti si fa di solito riferimento ai saldi ritenuti più significativi. Ad esempio, quello della bilancia commerciale, in quanto i movimenti di merci costituiscono spesso la voce più importante della bilancia dei pagamenti.
L'importanza pratica di un'analisi del genere è intuitiva. Infatti, può verificarsi che un paese abbia un saldo negativo (deficit) nella bilancia commerciale e presenti invece un saldo attivo nelle partite correnti grazie ai risultati positivi di altre voci come il turismo, le rimesse degli emigrati o le prestazioni di servizi produttivi.

Il concetto di equilibrio (e di squilibrio) della bilancia dei pagamenti dipende ovviamente da quale saldo viene preso in considerazione. Se si vuole colmare un disavanzo della bilancia commerciale bisognerà ricorrere a misure che limitino le importazioni mediante contingentamenti, dazi o altre barriere all'entrata. Se si vuole invece frenare l'uscita di capitali bisognerà fare ricorso a misure di carattere valutario e a un severo controllo del mercato dei cambi.
Un concetto molto importante è il saldo globale della bilancia dei pagamenti che designa il saldo complessivo delle partite correnti e dei movimenti di capitale, e non già di tutto l'attivo e di tutto il passivo, perché se vengono inclusi anche i movimenti monetari il saldo è zero.

Il saldo globale della bilancia dei pagamenti è perciò uguale al saldo dei movimenti monetari. Si intendono per movimenti monetari le variazioni dei crediti e dei debiti verso l'estero delle aziende di credito (banche ordinarie) e della Banca d'Italia.

In generale, si può affermare che viene considerato un obiettivo importante di politica economica il fatto che un paese abbia un saldo della bilancia dei pagamenti il più possibile vicino al pareggio.
Le conseguenze negative di un deficit notevole e cronico sono: un crescente indebitamento verso l'estero o la perdita continua di riserve valutarie.
Le conseguenze di un avanzo prolungato sono: un aumento delle riserve o dei crediti verso l'estero, ma anche (dal punto di vista degli influssi sul livello del reddito nazionale) che il paese produce più di quanto necessiti e cioè che la spesa globale è inferiore al reddito potenziale.



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