L'analisi dinamica dell'attività economica viene condotta prendendo in considerazione anche il fattore tempo, non per periodi molto brevi, ma per descrivere i mutamenti e l'evoluzione continua dell'economia.
Gli aspetti più importanti nel campo dell'indagine dinamica sono quelli che concernono le oscillazioni dell'attività economica e soprattutto lo sviluppo delle varie economie. I sistemi economici, e in particolare quelli capitalistici, non presentano nel corso degli anni un andamento regolare di crescita continua ed equilibrata, ma un andamento fatto di alti e bassi delle grandezze economiche più indicative e rilevanti (reddito nazionale, consumi, investimenti, occupazione ecc.).
In parole piu’ semplici, se consideriamo il reddito nazionale come la grandezza che rappresenta l’economia nel suo complesso, si riscontra che periodi di espansione del reddito si alternano con periodi di stagnazione e di depressione.
Questo andamento ad onde dell'attività economica, registratosi in tutte le economie dei paesi industrializzati fin dal secolo XIX, ha indotto gli economisti a studiare il fenomeno denominato, a ragione, con il termine di fluttuazioni cicliche o ciclo economico.
Occorre, però, precisare che sia l'ampiezza delle fluttuazioni, cioè l'entità delle variazioni del reddito da un anno all'altro, sia la durata stessa del ciclo o la sua frequenza non si manifestano in maniera perfettamente uniforme e regolare.
In particolare, per quanto riguarda la loro durata, i cicli economici sono stati distinti in tre tipi:
- ciclo « classico », della durata di 7-11 anni, denominato anche JUGLAR dal nome dell’economista francese che per primo nel 1860 pubblicò uno studio sistematico « sulle crisi commerciali e il loro ritorno periodico »;
- cicli brevi o delle scorte, della durata di 3-4 anni, denominati anche KITCHIN;
- ciclo lungo o secolare, della durata di circa 50 anni, denominato anche KONDRATIEV.
Questa tripartizione proposta da Schumpeter, non è stata però mai intesa dagli studiosi come rigida classificazione, date le particolarità e le differenze, a volte rilevanti, con cui i cicli si sono presentati storicamente nei vari sistemi economici. Per ciclo economico si intende, in generale, l’alternanza di fasi di espansione del reddito nazionale e fasi di stagnazione o di depressione. La situazione economica in cui un sistema si trova in un determinato momento dicesi congiuntura.
Le fasi del ciclo economico
In un ciclo economico si possono generalmente distinguere quattro fasi che sono le seguenti:
Ripresa
E’ caratterizzata da un aumento dei consumi e degli investimenti che generano l’incremento del volume della produzione, del reddito e dell’occupazione.
Espansione
Durante questa fase, oltre all’incremento del reddito e dell’occupazione, il livello generale dei prezzi cresce perché la vivacità della domanda stimola i prezzi delle materie prime, dei prodotti intermedi, nonché l'aumento dei salari. Gli imprenditori possono fronteggiare i maggiori costi con un migliore utilizzo delle capacità produttive e con un maggior volume di vendite.
Il punto di svolta superiore del ciclo può aversi con il raggiungimento del livello di piena occupazione, dopo di che ogni espansione del reddito in termini reali è legata ad un incremento della produttività.
Crisi o recessione
La fase discendente del ciclo si inizia con la rottura di una precedente situazione, quale ad esempio la saturazione della domanda di beni di consumo che induce le industrie collegate a ridurre i loro piani produttivi. Questo fenomeno tramite il meccanismo del moltiplicatore negativo si propaga a tutto il sistema economico dando luogo alla recessione.
Depressione
E’ caratterizzata dalla riduzione della domanda aggregata e quindi del reddito e dell’occupazione. Il volume degli investimenti tenderà a ridursi fortemente in valore assoluto, in quanto le imprese rinunceranno ad incrementare la loro capacità produttiva. Per quanto concerne l'occupazione si avrà prima una riduzione delle ore lavorate, con cessazione del lavoro straordinario e turni di cassa integrazione, e, prolungandosi la depressione, si avrà una diminuzione degli occupati.
Lo schema del ciclo a quattro fasi che abbiamo descritto rappresenta le linee generali, in quanto nella realtà l'andamento della congiuntura può essere molto più articolato. Si parla di ristagno economico quando la depressione perdura a lungo il sistema economico si mantiene in una situazione di sottoccupazione delle risorse disponibili e gli investimenti sono scarsi.
Nella storia di ogni sistema economico l’andamento del ciclo ha un proprio profilo che, in genere, viene rappresentato attorno al « trend » del reddito nazionale nei vari anni.
Cause esogene o extra-economiche e cause endogene del ciclo
Gli economisti hanno cercato di spiegare il fenomeno delle fluttuazioni cicliche individuandone le cause che le determinano.
A questo proposito si fa una distinzione fra cause esogene, legate cioè a fattori extra-economici, e cause endogene, che invece si riferiscono a fattori interni al sistema economico. Nelle economie precapitalistiche le crisi economiche periodiche vengono di solito ricondotte a cause esogene: fattori di tipo naturale e climatico che determinano l’andamento dei raccolti, fattori extra-economici come epidemie, guerre, calamità naturali (come i terremoti) che generano una contrazione dell’attività economica.
Con l'avvento dell'industrializzazione e dei sistemi capitalistici gli studiosi individuano, invece, le causa - crisi e delle fluttuazioni in fattori endogeni, cioè in alcune modalità di funzionamento del sistema economico stesso (eccesso o carenza di produzione, di consumo, di investimenti, influenza delle aspettative, azioni di politica monetaria e creditizia ecc.).