Gli scambi di beni tra paesi diversi non avvengono normalmente sotto forma di baratto, ma ricorrendo alla moneta, come avviene all'interno. Con questa differenza, però: che mentre un commerciante pugliese che acquista della merce a Milano può pagare il relativo prezzo in lire, un commerciante italiano che intende acquistare merce in Germania deve procurarsi la moneta tedesca, ossia marchi, versando lire italiane.
Questo spiega perché nel considerare i pagamenti internazionali si inserisce un problema di una certa complessità. Ogni paese infatti ha una propria moneta nazionale (lira, dollaro, marco, ecc.) avente corso legale solo all'interno, per cui non è possibile impiegarla nei pagamenti all'estero; né il venditore straniero accetta normalmente in pagamento la moneta di un altro paese quando sa che non potrà usarla nel proprio paese o per effettuare a sua volta acquisti all'estero.
D'altra parte, non esiste una banca di emissione sovranazionale (una specie di banca mondiale) che crea una moneta internazionale accettata da tutti i paesi. Per un certo periodo di tempo la funzione di moneta mondiale è stata svolta dall'oro, ma attualmente l'oro non svolge più questa funzione. |