I protagonisti del sistema giuridico sono gli uomini, anzi, secondo la definizione delle norme, le persone fisiche. A ciascun essere umano, appena nato, spettano una molteplicità di diritti: alla vita, al nome, alla cittadinanza, ad essere mantenuto fino alla maggiore età dai genitori e così via. Nel linguaggio giuridico si dice che egli acquista capacità giuridica, cioè la capacità di essere titolare di diritti (e, più tardi, di doveri).
Tutti, indipendentemente dalle condizioni sociali, economiche, religiose dei genitori, acquistano, per il semplice fatto della nascita, un'uguale capacità giuridica. Il codice civile afferma infatti all'articolo 1 che "la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita".
Nessuno può essere privato della capacità giuridica durante la vita, per cui essa viene meno soltanto con la morte della persona.
Dire che tutti hanno un'uguale capacità giuridica non significa che tutti, nel corso della loro esistenza, abbiano concretamente gli stessi diritti. Ci sono diritti che tutti hanno effettivamente (come quelli citati all'inizio), altri che tutti possono avere, ad esempio il diritto di proprietà (ma non è detto che tutti siano proprietari o, per lo meno, ;che lo siano nella stessa misura).
Inoltre, ci sono situazioni ben identificate dalle norme giuridiche, come la cittadinanza o l’età, che incidono sulla capacità giuridica delle persone: lo straniero non ha il diritto di votare; un ragazzo di quindici anni non ha il diritto di votare né quello di sposarsi.
Ogni persona viene identificata attraverso il nome, che comprende il nome in senso stretto o prenome (Mirko) e il cognome (Mossi).
Oltre che il nome, è importante identificare i luoghi in cui le persone vivono e svolgono la propria attività. Le norme definiscono residenza il luogo in cui una persona vive abitualmente. Nel Comune di residenza le persone vengono iscritte all’"'anagrafe”, un ufficio che tiene particolari registri nei quali vengono annotate le vicende che riguardano la loro vita: la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, lo "stato civile" (se celibi, nubili, coniugati, divorziati), la morte. La residenza è particolarmente importante in quanto è nel Comune di residenza che si esercita il diritto di voto.
II domicilio è invece la sede principale degli interessi di una persona. Spesso coincide con la residenza, ma può accadere, ad esempio, che una persona viva a Roma (residenza) e svolga la propria attività di imprenditore a Milano (domicilio).
Infine la dimora è il luogo in cui una persona soggiorna temporaneamente (per la villeggiatura, per ragioni di studio, ecc.). |