La capacità giuridica è l'astratta idoneità a essere soggetto del diritto o titolare di situazioni giuridiche soggettive attive passive (cioè la possibilità di essere proprietario, creditore, debitore, socio, ecc.) ; essa dunque coinncide con la personalità o soggettività giuridica, in quanto avere la capacità giuridica significa essere una persona, cioè potenziale destinatario di norme giuridiche.
Nel nostro ordinamento esistono ancora, fino a non molti decenni fa alcune inammissibili e ingiuste restrizioni della capacità giuridica per:
La capacità giuridica si acquista automaticamente al momento stesso della nascita in vita. La qualità di soggetto di diritto ha quindi due presupposti di ordinamento biologico costituiti dalla nascita, che si attua con il distacco del feto dall'utero materno, e dalla vita, che si realizza con l'inizio della respirazione autonoma o polmonare: è sufficiente quindi anche un singolo atto respiratorio perchè si debba ritenere esistente dal punto di vista giuridico una persona, e in quanto tale potenziale titolare di diritti e di obblighi e in primo luogo dei diritti strettamente personali come il diritto del nome, alla vita e all'integrità fisica, al mantenimento da parte dei genitori.
L'ordinamento riconosce una limitata capacità giuridica anche a chi non sia ancora nato limitandola per altro ai soli effetti sfavorevoli, e quindi all'acquisto dei diritti a titolo gratuito, subordinandola alla circostanza che la persona venga successivamente a esistenza: così chi sia stato già concepito, o anche chi non sia stato ancora concepito ma sia figlio di una determinata persona vivente, è ammesso a succedere a causa di morte e a ricevere per donazione. |