Disinflazione e deflazione
A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta i paesi industrializzati hanno imboccato decisamente la positiva fase della disinflazione, attraverso l'adozione di provvedimenti organici di politica economica monetaria e fiscale che riducono il livello dei prezzi.
La « febbre » inflazionistica mondiale degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta si è trasformata in un aumento molto modesto dei prezzi, inferiore talvolta alla cosiddetta inflazione strisciante.
In alcuni Paesi-locomotiva, come il Giappone e la Germania Federale, i prezzi al consumo sono anzi discesi al tasso di inflazione « zero » e la tendenza alla stabilizzazione si va consolidando in quasi tutte le maggiori economie industrializzate (compresa l'Italia dove però il processo di disinflazione procede più lentamente).
Oltre alla discesa del livello dei prezzi, l'altro elemento positivo della disinflazione è dato da un aumento degli investimenti.
Diversa dalla disinflazione è invece la deflazione che consiste in una riduzione generalizzata dei prezzi (e quindi in un corrispondente aumento del potere d'acquisto della moneta) accompagnata da una contrazione della produzione e del reddito.
Il termine deflazione, che viene usato in senso negativo richiama, etimologicamente, l'idea di « sgonfiamento » dei prezzi e di riduzione dell'attività economica. Generalmente si ritiene che deflazione sia il contrario di inflazione: ma questo è vero solo se si considera la derivazione etimologica. In realtà, la deflazione non è proprio l'esatto opposto dell'inflazione, in quanto si è visto che le conseguenze negative della deflazione sull'economia in genere sono la caduta della produzione e della domanda e l'aumento della disoccupazione, legate alla scarsa propensione agli investimenti per la prospettiva di diminuzione dei prezzi. Poiché la moneta in linea generale si è svalutata più di quanto si sia apprezzata, storicamente fenomeni diffusi di deflazione ce ne sono stati pochi. L'esempio più importante e significativo è collegato alla « grande crisi » economica degli anni Trenta,( v anche crollo borse 1987 ) perché quella situazione si verificò su scala veramente mondiale.