Mentre il
mercato monetario è caratterizzato, da una domanda e da un'offerta di
moneta a breve termine, il mercato finanziario ha per oggetto
prestiti monetari a medio e lungo termine, destinati cioè ad essere investiti durevolmente. E attraverso questi due mercati che si attua il finanziamento dell'economia nel suo complesso mediante l'afflusso e la negoziazione del
risparmio monetario. Nel mercato finanziario o dei
capitali l'offerta di
risparmio è data principalmente dai risparmiatori i quali intendono
investire il loro denaro per un lasso di tempo più o meno lungo. La domanda è rappresentata dalle
società commerciali che si procurano i
capitali necessari mediante l'emissione di
azioni e di obbligazioni, dagli
istituti di credito mobiliare e speciale che mediante la collocazione di obbligazioni o di « cartelle » si procurano i fondi necessari per effettuare le operazioni di mutuo a media e lunga scadenza; dallo Stato mediante l'emissione di
titoli pubblici a lunga scadenza. Sempre nel mercato finanziario operano le società finanziarie la cui attività consiste o nel detenere il
capitale di controllo di altre società commerciali o nel collocare in forma di
investimento il
risparmio altrui.
Quest'ultima funzione viene svolta in particolare dai
Fondi comuni di investimento.. Nel mercato finanziario il prezzo che si forma è il
tasso di interesse che rappresenta la remunerazione del capitale monetario dato a
prestito e si esprime in un valore percentuale del
capitale. Funzione istituzionale del mercato finanziario è di convogliare il
risparmio per la
produzione di nuovo capitale fisso effettuata dalle
imprese. Perciò chi investe il proprio denaro in questo
mercato viene ripagato a poco a poco grazie ai profitti dell'
impresa. Relazione fra mercato finanziario e mercato monetario Partendo dalla considerazione che nel mercato monetario si contrattano mezzi monetari e titoli a breve termine, mentre nel mercato finanziario si contrattano
prestiti di capitale, alcuni hanno sostenuto l'assenza di ogni legame funzionale fra i due mercati e la completa autonomia della formazione dei rispettivi tassi di rendimento. In realtà sembra piu esatto affermare che almeno nel lungo periodoi tassi di interesse nei due mercati tendono ad eguagliarsi. Infatti se il tasso di rendimento formatosi nel
mercato monetario è più alto di quello esistente nel
mercato finanziario, i soggetti saranno indotti ad acquistare titoli a breve e a vendere quelli a lunga scadenza. In tal modo il prezzo dei primi aumenterà e quello dei secondi diminuirà. Ma come sappiamo l'aumento del prezzo di un titolo a
reddito fisso significa diminuzione del suo
tasso di interesse. Pertanto, il
tasso di interesse a breve scenderà e quello sui prestiti a lunga scadenza tenderà a salire. Dal punto di vista teorico risulta dimostrata la tendenza dei tassi vigenti nei due mercati ad eguagliarsi. Se in pratica ciò non si verifica con lo stesso automatismo che abbiamo descritto, dipende dal fatto che in uno dei due mercati vi possono essere distorzioni, o, come nel caso Italiano, il mercato monetario risulta poco sviluppato.