Secondo la politica keynesiana il livello del reddito nazionale e dell'occupazione nel breve periodo è determinato dalla domanda globale. Questa è costituita dalla spesa per i consumi più la spesa per gli investimenti più la spesa pubblica. Per cui possiamo scrivere la formula già nota:
Y = C + I + G
nella quale Y rappresenta il reddito nazionale, C la spesa per i consumi, I gli investimenti, G la spesa pubblica. Quest'ultima è costituita dagli acquisti di beni e servizi e dai pagamenti effettuati dalla pubblica amministrazione. Seguendo l'analisi keynesiana possiamo considerare la relazione tra reddito nazionale e occupazione e chiederci che cosa bisogna fare affinchè il sistema economico raggiunga il livello della piena occupazione. Si tratta di un problema di politica economica in quanto occorre scegliere la via più efficace da seguire tra quelle che sono possibili in teoria, e cioè:
a) influire sul comportamento dei consumatori per fare in modo che sia la domanda di beni di consumo a fare aumentare il livello dell'attività economica e quindi dell'occupazione;
b) fare aumentare gli investimenti;
e) aumentare la spesa pubbligaln"modo che sia lo Stato ad integrare l'insufficiente attività economica dei privati mediante l'impiego delle forze lavorative rimaste disoccupate.
Si deve osservare che in determinate situazioni non è possibile adottare misure che stimolino il consumo, in quanto la spesa relativa è strettamente legata al livello del reddito e alla sua distribuzione. Per quanto riguarda gli investimenti, essi dipendono in prevalenza dalle aspettative di profitto degli imprenditori e dal progresso tecnico: condizioni difficili da realizzarsi in un periodo di crisi economica. La « ricetta » keynesiana per risolvere questo problema considera decisivo il ruolo dello Stato, il quale in presenza di fattori produttivi disoccupati deve far ricorso ad una spesa pubblica « aggiuntiva » che può essere finanziata mediante il ricorso al debito pubblico.
Altri possibili strumenti suggeriti dalla politica economica keynesiana e sperimentati dopo la seconda guerra mondiale dai governi dei paesi capitalistici dell'Occidente sono i seguenti:
a) lo Stato può finanziare la maggiore spesa per investimenti pubblici con il prelievo fiscale, cioè aumentando le aliquote delle imposte esistenti (come in Italia l'IRPEF, l'IRPEG e l'ILOR) o istituendo nuove imposte;
b) lo Stato può operare nel senso di una redistribuzione del reddito incrementando le spese che hanno uno scopo sociale (sussidi, pensioni, assegni familiari ecc.).