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La programmazione lineare è una tecnica matematica, elaborata in questi ultimi decenni ad opera principalmente di DANTZING e KOOPMANS in Occidente e di KANTOROVICH nell'Unione Sovietica, per trovare soluzioni numeriche e quindi la risoluzione pratica di problemi di scelta. L'aggettivo « lineare » si riferisce al fatto che il criterio di scelta consiste nella massimizzazione o minimizzazione di una funzione lineare di variabili sottoposte a vincoli pure lineari.
Succintamente, si può dire che uno dei problemi più frequenti nell'analisi economica riguarda la migliore allocazione dei fattori di produzione disponibili in date quantità per i diversi scopi cui possono essere destinati. Ora un problema del genere sia a livello di singola unità produttiva (impresa), sia a livello di un sistema più complesso come l'intera economia nazionale può essere risolto con l'applicazione delle tecniche di calcolo della programmazione lineare: questa fornisce una procedura di "ottimizzazione" in relazione alla decisione di quale sia il ligliore tra i diversi piani che generalmente sono in grado di soddisfare gli obbiettivi di una determinata organizzazione. L'avvento di calcolatori elettronici sempre piu potenti e la crescente complessità dei sistemi economici collegano inevitabilmente la ricerca economica alle esigenze pratiche di una pianificazione per la quale da mezzo secolo, la <> ha costituito la minaccia forse più insidiosa e radicale, per i suoi riflessi sociali e politici.
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