Uno studio macro-economico non può che partire dai soggetti collettivi della produzione e del consumo, detti anche operatori economici globali.
Ci troviamo quindi di fronte, per quanto riguarda la produzione, come operatori economici globali le imprese e la Pubblica Amministrazione (comprensiva dello Stato e degli enti pubblici minori) ; per quanto riguarda il consumo, come operatore economico globale l'insieme delle famiglie.
Il sistema economico chiuso si può quindi considerare come un circolo: la produzione è tesa al consumo che, sostanzialmente, riguarda anche i produttori, nella loro sfera privata o familiare di consumatori; la produzione è alimentata dal capitale, la cui fonte risiede nel risparmio. Evidentemente, però, questa considerazione non costituisce che un passo avanti nell'esame dei problemi che ci siamo posti in precedenza: individuati, infatti, gli operatori globali, dobbiamo ora determinare quale sia la loro funzione nel circuito.
Per maggiore semplicità prendiamo le mosse dall'operatore globale famiglie, e cioè dai consumatori, che compiono le loro scelte collettive nell'ambito del piú elementare aggregato sociale.
L'operatore globale famiglie acquista beni diretti e servizi sia dalle imprese sia dalla pubblica amministrazione, anch'essa produttrice di servizi (servizi pubblici) ; per procurarsi i mezzi necessari, le famiglie cedono, mediante retribuzione, i loro servizi sia all'operatore globale imprese, sia alla pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione riceve i mezzi necessari alla produzione dei pubblici servizi non solo dalle famiglie, ma anche dalle imprese. Nella maggior parte dei casi, la pubblica amministrazione opera coattivamente, sulle famiglie e sulle imprese, per ottenere i mezzi necessari (generalmente, attraverso le imposte).
In tal modo il circuito produzione - consumo si chiude; resta ancora da esaminare la funzione, nel circuito stesso, e del risparmio e del capitale.
Se tutto quanto è prodotto venisse consumato, si arriverebbe ad un punto in cui, quando fossero logorati per l'usura del tempo i beni strumentali impiegati nella produzione, non si saprebbe piú come fare per reintegrarli; altrettanto dicasi nel caso che tali beni siano distrutti per caso fortuito e cosí pure nel caso che diventassero antiquati e non piú adatti alle nuove esigenze produttive.
È evidente, perciò, anche per un sistema economico chiuso e del tipo piú semplice, la necessità di sottrarre al consumo una parte di prodotti per provvedere a riparare e ricostituire il capitale logorato, distrutto, obsoleto.
E poiché nessun sistema economico può dirsi, nella realtà, completamente chiuso, ma si trova in rapporti ed anche, spesso, in competizione con altri sistemi economici; poiché l'economia dei nostri tempi è spiccatamente dinamica e tesa verso lo sviluppo; poiché sempre nuove classi di consumatori domandano beni e servizi, è necessario che la produzione possa espandersi e disporre di sempre maggiori riserve di capitale, ottenute attraverso il risparmio, mediante un intenso processo di capitalizzazione.
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