Vantaggi e svantaggi delle grandi e delle piccole imprese

La grande impresa ha, sulla piccola, il vantaggio di un maggior risparmio sulle spese generali, di una migliore organizzazione produttiva, di un minore spreco di materie prime (che possono essere utilizzate per i sottoprodotti) e di tempo (perché possono essere instaurati piú turni di lavoro). La grande impresa ha modo di farsi meglio conoscere sul mercato, perché in grado di sostenere costose campagne pubblicitarie. Organizza, inoltre, uffici-studi e reparti sperimentali che le consentono di realizzare notevoli economie interne (Marshall) con conseguenti minori costi di produzione. Per contro, essa ha il grave svantaggio per i consumatori di giungere quasi fatalmente al monopolio (di cui avremo occasione di occuparci al monopolio.

D’altro canto, la piccola impresa ha, sulla grande, il vantaggio dell’unità di direzione, che porta ad una maggiore sorveglianza in ogni fase della lavorazione; il prodotto, inoltre, è tecnicamente piú curato nei particolari. La piccola impresa presenta, inoltre, il fenomeno di un miglior rendimento individuale, rispetto al miglior rendimento globale della grande impresa, dovuto a piú efficienti strumenti produttivi.

Ha però lo svantaggio di non poter sostenere la concorrenza delle grandi imprese. Per un armonico sviluppo dell’economia in ogni settore, sarebbe pertanto auspicabile la coesistenza pacifica di grandi e piccole imprese.

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