Nella sua evoluzione storica, la moneta è stata chiamata a compiere funzioni diverse, che si sono aggiunte a quelle fondamentali; essa ha assunto, perciò, nel tempo e nei luoghi e secondo le circostanze, vari aspetti, di cui sarà detto nei paragrafi che seguono. Le caratteristiche della moneta possono variare, perciò, a seconda delle funzioni da essa assolte. Nei paesi economicamente meno progrediti ed in epoche storiche meno recenti, erano necessari i seguenti requisiti:
a) uso comune ed utilità del bene chiamato ad assolvere l’ufficio di moneta. Abbiamo visto infatti che, alle origini, la moneta era la merce maggiormente usata e rispondente, piú di ogni altra, ai bisogni piú generali di un determinato gruppo etnico; perciò era maggiormente ricercata ed accettata negli atti di scambio;
b) trasferibilità . La merce usata come moneta deve essere poco ingombrante, in modo da occupare poco spazio e da essere facilmente trasferita da un luogo all’altro;
c) inalterabilità . La moneta deve essere una merce inalterabile, non attaccabile dagli agenti atmosferici, ed il suo valore deve mantenersi costante nel tempo. Tale requisito è precipuo dei metalli preziosi i quali, perciò, fin dai tempi piú antichi furono preferiti ad ogni altra merce;
d) divisibilità . La merce usata come moneta, anche se divisa in piú parti, deve conservare, in ogni sua parte, un valore proporzionale al tutto e, nella somma delle singole parti, lo stesso valore globale. Anche questo è un requisito proprio dei metalli preziosi, che furono perciò preferiti, nell’uso monetario, ai diamanti, frazionabili solo secondo i propri piani di simmetria e le cui parti separate non mantengono identico rapporto di valore rispetto al tutto;
e) omogeneità , e cioè identità tra le varie unità della merce-moneta, in modo che due di esse aventi lo stesso peso abbiano lo stesso valore;
f) riconoscibilità . La merce usata come moneta deve essere riconoscibile con facilità dagli scambisti, al fine di agevolarne la trasferibilità ; per questi motivi, si ricorse ben presto alla coniazione dei metalli, in modo da assicurarne il valore legale ed il titolo (percentuale di fino contenuta nella moneta) attraverso i segni impressi sul pezzo di metallo;
g) stabilità di valore, e cioè costanza del valore della moneta-merce nel rapporto di scambio con le altre merci.
Nei paesi piú progrediti economicamente ed in epoca storica piú recente, col passaggio dalla moneta metallica ad altre specie di segni monetari, alcune delle caratteristiche sopra accennate si trovarono a perdere parte della loro importanza.
Attualmente, si ritengono sufficienti i seguenti requisiti:
a) trasferibilità , intesa anche nel senso che il valore della moneta deve essere uniforme in tutte le parti di un paese e, se possibile, anche all’estero, per facilitarne al massimo la circolazione;
b) riconoscibilità ;
c) stabilità di valore. Quest’ultimo requisito si rivela essenziale per ogni tipo di moneta; infatti, nel caso esso dovesse fare difetto, la moneta verrebbe meno alle sue funzioni fondamentali, agli scopi per i quali essa è sorta: si tornerebbe, perciò, al baratto, con tutti gli inconvenienti legati a tale tipo di scambio.