arrowEni e Terna trascinano il rialzo di Piazza Affari

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Piazza Affari ha chiuso con un rialzo di oltre il 4% nell’ultima seduta della settimana.

Rimbalza anche il titolo Unicredit, volano azioni Tenaris e Italcementi.

Una delle settimane più sofferte per le Borse europee e per la borsa italiana si è conclusa con un significativo rialzo.

E a Piazza Affari il guadagno è stato tale da portare addirittura in positivo il bilancio da venerdì scorso a venerdì 17. Ma anche la seduta odierna non è stata immune da incertezze e volatilità.

Infatti l’apertura è stata particolarmente brillante, con alcuni titoli sospesi al rialzo (una circostanza, questa, che ha contribuito a frenare i volumi: a fine giornata il controvalore non è andato oltre i 3,5 miliardi di euro). Poi, alla diffusione negli Usa di dati macroeconomici poco incoraggianti, la corsa si è fermata. Anzi, il vantaggio a un certo punto è stato vicino al totale azzeramento. Infine, un guizzo dell’Eni (il titolo che pesa maggiormente nel paniere dell’S&P/Mib) ha trascinato l’intero listino, che è terminato con l’S&P/Mib in crescita del 4,49% e il Mibtel del 4,16%.

Analogo l’andamento delle altre Borse europee: a Francoforte il Dax ha chiuso a +3,4%, a Londra l’Ftse100 a +5,2% e a Parigi il Cac40 a +4,6%. Petroliferi e bancari hanno guidato la riscossa all’interno del paniere dell’S&P/Mib. I primi grazie al rimbalzo del prezzo del greggio, i secondi dopo la notizia dell’ingresso dei libici nel capitale di Unicredit. Il titolo dell’istituto guidato da Alessandro Profumo ha recuperato il 7,64% dopo il tonfo di giovedì, ma nel comparto è salita significativamente anche Intesa-Sanpaolo (+5,24%).

Il balzo più eclatante lo ha fatto tuttavia l’Eni, che ha messo a segno la migliore performance non solo dell’S&P/Mib ma dell’intero listino, con una quotazione di riferimento di 16 euro, in crescita del 14,53% rispetto alla vigilia. Subito dopo viene l’exploit di Terna, che sfiora le due cifre (+9,96%). In questo caso, oltre alla reazione allo stop di ieri, ha pesato secondo gli analisti il rinvio dell’acquisizione della rete di Enel.

Il quadro dei rialzi, pur limitatamente ai 40 titoli più capitalizzati, presenta inoltre una serie di risultati decisamente fuori dalla norma. Tenaris e Italcementi, per esempio, sono cresciuti di oltre sette punti percentuali (rispettivamente +7,93% e +7,57%). Significativo (+5,39%) anche il progresso di Telecom Italia, mentre superano il 4% quelli di Bulgari e StMicroelectronic. Poco numerosi, infine, i segni negativi. Prysmian guida l’elenco, con un calo del 3,52% e il prezzo di riferimento sotto quota 11 euro. Seguono nell’ordine Monte Paschi (-3,31%), Saipem (-2,34%), Mediolanum (-2,20%) e A2A (-2,07%).

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