Fasi del ciclo economico

Le fasi del ciclo economico

Il ciclo economico è l’alternanza di diverse fasi caratterizzate da una differente intensità dovuta all’attività economica di un Paese o di un gruppo di Paesi che sono economicamente collegati. Nel tempo gli economisti hanno studiato le varie fasi del ciclo economico attribuendogli nomi e caratteristiche.

Fino all’inizio del XX secolo l’indicatore principale del ciclo economico era considerato il livello dei prezzi, poiché subiva sempre delle forti oscillazioni. Successivamente è iniziata una fase economica, che viviamo tutt’oggi, in cui il livello dei prezzi ha un andamento che è  continuamente crescente.

Per questo motivo l’attenzione degli economisti si è spostata su altri fattori ossia i livelli della produzione e dell’occupazione. Questi sono stati definiti con precisione dopo la seconda guerra mondiale assieme a standard internazionali di contabilità nazionale arrivando ad usare la variazione del PIL come il principale indicatore.

Nei cicli economici  sono divisi in 4 fasi:

  • La fase di prosperità, o di boom, nella quale il PIL cresce molto rapidamente;
  • La fase di recessione, quando si verifica una diminuzione del PIL per almeno due trimestri che devono essere consecutivi;
  • La fase di depressione, quando la produzione ristagna e la disoccupazione inizia a mantenersi a livelli elevati;
  • La fase di ripresa, quando il PIL inizia di nuovo a crescere.

Per quanto riguarda invece la durata delle fasi del ciclo economico gli economisti hanno individuato ben tre modelli principali:

  • Il ciclo breve di Kitchin, che è basato sulle diverse variazioni delle scorte e ha durata breve, dai 2 ai 4 anni;
  • Il ciclo medio di Juglar, che è basato sulle varie variazioni del credito e delle riserve bancarie, dura 4-10 anni;
  • Il ciclo lungo di Kondratiev, che è molto più lungo e complesso e in media dura circa 50-60 anni e si è verificato circa tre volte nella storia del mondo.

Per approfondimenti:

I cicli economici

Durata del ciclo economico

Del ciclo economico propriamente detto si conoscono le varie fasi, a ciascuna delle quali è stato attribuito un nome.

Il ciclo ha inizio con una fase di ascesa, caratterizzata da un periodo di benessere, di sviluppo economico, di grandi investimenti di capitali. Le banche sono prodighe nel concedere crediti, le imprese assumono dimensioni più ampie, la produzione si dilata.

Si giunge così ad una fase di piena prosperità, in cui si raggiunge il punto di massimo sviluppo dell’economia ed anche il punto massimo del ciclo. Ma l’ottimismo da cui gli operatori economici sono pervasi rende la loro attività sempre meno cauta; non si tengono nel dovuto conto l’analisi dei costi e la riduzione degli stessi.

Le scorte si esauriscono, i prezzi delle materie prime aumentano; le banche, che hanno compromesso la loro liquidità, restringono il credito: ha inizio la fase della depressione. Le imprese marginali sono costrette ad uscire dal mercato, incominciano i primi fallimenti. Molta mano d’opera si trova senza lavoro ovviamente la disoccupazione provoca una contrazione dei consumi; si tocca il fondo della depressione ed il punto più basso del ciclo.

Ma basta un qualsiasi evento favorevole come hanno notato alcuni autori — perché si passi, prima lentamente, poi via via in maniera sempre più sicura, alla fase della ripresa: ed il ciclo ricomincia.

È da notarsi tuttavia che molto spesso in un ciclo economico non si riescono ad individuare con sufficiente chiarezza tutte le fasi sopra indicate: ma la ripresa e la depressione sono in ogni caso chiaramente riconoscibili.

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