Gli investimenti nel Forex: qual è il capitale iniziale necessario?

Pubblicato da: MatteoT - il: 03-01-2013 22:07

Nel corso delle ultime settimane abbiamo pubblicato diversi articoli, più o meno tecnici, in cui abbiamo iniziato ad illustrare i fondamenti teorici su cui si fonda l’operatività nel Forex. Spesso, quasi in tutti i post, ci siamo soffermati nel ricordare come la gestione del denaro, indicata in letteratura come Money Management, sia di fondamentale importanza.

All’interno di questa variegata disciplina non è possibile non fare un accenno sul capitale iniziale ideale che dovrebbe consentire ai traders di poter operare con tranquillità e con la possibilità di ottenere un buon profitto sin dalle prime operazioni. Ovviamente tutto questo è successivo alla prima fase: quella in cui accumulare conoscenza ed esperienza.

Le motivazioni che stanno spingendo molti esperti ed appassionati di finanza a rivolgersi al Forex sono molte; i vantaggi del mercato valutario sono rappresentati dagli orari di apertura (dalle 23 della domenica alle 23 del venerdì successivo), dai forti volumi movimentati ogni giorno e dalla leva finanziaria. Aspetti da non trascurare, poi, sono la possibilità di poter operare da casa e le spese iniziali limitate.

Uno dei principali dubbi che assillano i trader nel momento in cui decidono di aprire un conto reale è la cifra da stanziare per questa attività. Una risposta sul capitale iniziale migliore da dedicare al Forex, ovviamente, non c’è. Innanzitutto ci sentiamo di dire che questo dipende, e non può che essere altrimenti, dalle disponibilità di ognuno.

In un’ottica di portafoglio diversificato si potrebbe affermare che è bene non dedicare a questa attività, almeno in una fase iniziale, il 30% dei propri risparmi. Tuttavia questa cifra può essere modificata in relazione agli obiettivi che ci si prefigge di realizzare con questa attività e con l’ottica temporale in cui si opera.

Negli ultimi tempi sono sempre di più i broker che hanno iniziato a concedere la possibilità di aprire conti “real” anche con poche decine di euro, addirittura il minimo sembra arrivato a 100 euro. Ovviamente questi conti mini e smart, però, sono una sorta di mediazione tra il reale ed il demo visto che l’operatività ne esce fortemente limitata, soprattutto in relazione al capitale che viene accantonato come riserva in ogni trader aperto.

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