Gennaio 2013 positivo a Piazza Affari: ma come sta realmente l’Italia?

Pubblicato da: MatteoT - il: 02-02-2013 10:00 Aggiornato il: 01-02-2013 18:26

Ieri si è chiuso il mese di gennaio di Piazza Affari che, seppur peggiorato dalle ultime due sedute, si è rivelato molto positivo per il listino milanese, che ha proseguito ancora il recupero avviato a dicembre chiudendo il primo mese del 2013 con un balzo superiore al 7%.

Al fianco del positivo andamento del comparto azionario italiano si è accompagnato un ulteriore allentamento della tensione sui nostri titoli di Stato grazie alla riduzione dello spread tra Btp e Bund tedeschi. Questo è stato senza dubbio favorito dai miglioramenti sulle prospettive per il nostro Paese, anche se questo non deve portare a pensare che tutto è ormai alle spalle.

Il Fondo Monetario Internazionale, pochi giorni fa, ha presentato le previsioni per il 2013 segnalando che in Italia si avrà una contrazione del PIL di un punto percentuale; il calo, nel nostro Paese, sarà più contenuto rispetto a quello spagnolo, che farà invece registrare un netto – 1,5%.

Per entrambi i Paesi la situazione quest’anno è migliore di quella del 2012, anche se il 2013 sarà di duro lavoro e per poter assistere ad un ritorno alla crescita bisognerà attendere il 2014. A guardare con fiducia il nostro Paese sono anche gli analisti di Credit Suisse, che parlano di stabilizzazione per l’Italia dopo la brusca frenata nel 2012.

La banca elvetica segnala che l’economia tricolore ha continuato a registrare una flessione nel quarto trimestre dello scorso anno e complessivamente il 2012 dovrbebe essere archiviato con una contrazione nell’ordine di due punti percentuali. Il tasso di disoccupazione si mantiene al di sopra della soglia dell’11%, mentre l’inflazione ha iniziato a scendere, con una variazione positiva del 2,6% su base annua, stando alle rilevazioni effettuate a dicembre per l’indice dei prezzi al consumo.

Gli analisti del Credit Suisse richiamano l’attenzione sul fatto che da settembre gli indici anticipatori si sono stabilizzati, mostrando anche lievi segnali di miglioramento, pur partendo da livelli molto bassi. Le previsioni della banca elvetica sono per un graduale incremento dell’attività economica nel corso di quest’anno e in particolare la congiuntura dovrebbe iniziare a riprendersi a partire dalla seconda metà del 2012.

Queste aspettative poggiano sul fatto che l’Italia trae benefici da un miglioramento del quadro macro esterno, da un adeguamento fiscale meno consistente e da condizioni creditizi più accomodanti e più agevoli.

Un aspetto chiave, però, sarà dato dalle elezioni politiche del prossimo 24 e 25 febbraio 2013; da qui si capirà chi tenterà di governare il Belpaese da qui ai, si spera, prossimi 5 anni e che strada si imboccherà.

L’obiettivo deve essere quello di proseguire con le riforme, come ricordano anche da Unicredit, i quali ritengono che ci siano due condizioni necessarie perchè si possa avere un impatto positivo. Il primo è che qualsiasi maggioranza venga fuori dalle urne sia filoeuropeista e il secondo è che si continui lungo il sentiero delle riforme strutturali per il Paese.

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