Continua la guerra valutaria nel mondo

Pubblicato da: MatteoT - il: 15-02-2013 14:34

Già nei giorni scorsi vi avevamo parlato della guerra valutaria che si sta “combattendo” nel mondo e che, con buona pace del fiscal cliff e del debito dell’Eurozona, rischia di diventare il tema centrale in questo 2013. La vicenda, legata alle “manipolazioni” dei tassi di cambio è finalizzata a deprezzare la propria valuta rendendo più competitive le esportazioni.

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Il tema, dopo quanto fatto dal Giappone con la BoJ, è divenuto uno degli argomenti più importanti durante il G7; i Paesi, con una nota, hanno “confermato l’impegno di lungo termine perché i tassi di cambio siano determinati dal mercato”. Difficile, però, credere a questa dichiarazione.

Anche se nessuno lo ha indicato con forza, i sospetti e le critiche sono rivolte fondamentalmente al Giappone, additato come principale responsabile di una guerra valutaria cominciata proprio per rispondere al deprezzamento dello yen.

“Noi, i ministri e i governatori del G7, riaffermiamo il nostro impegno di lungo termine perché i tassi di cambio vengano determinati dai mercati e per una consultazione stretta su azioni che riguardino i mercati valutari” – si legge nella nota dei ministri delle Finanze e dei governatori centrali di Canada, Francia, Germania, Usa, Italia, Giappone e Regno Unito.

Ad ogni modo, la nota corregge parzialmente il tiro quando ricorda che “le nostre politiche fiscali e monetarie sono state e resteranno orientate verso il raggiungimento dei rispettivi obiettivi interni attraverso strumenti interni, e che non agiremo sui tassi di cambio“.

“Concordiamo” – conclude il G7 – “che un’eccessiva volatilità e movimenti disordinati nei tassi di cambio possono avere implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria”. Pronto il riscontro da parte del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, che si è detto favorevole alla posizione del G7, ricordando come quanto affermato dai Paesi sia “quello che abbiamo sempre detto coerentemente”.

Preoccupazioni valutarie definite invece “infondate” da parte di Sara Yates, global currency strategist di JP Morgan Private Bank, che ricorda come “la politica del Giappone è volta a stimolare l’inflazione e la crescita – obiettivi sensati dato il lungo periodo di crescita limitata e deflazione”.

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