Krugman e la crisi della Francia

Pubblicato da: MatteoT - il: 10-04-2013 11:00 Aggiornato il: 09-04-2013 16:02

Solamente pochi mesi fa la Francia, da molti, sembrava essere destinata a diventare la prossima Italia o Spagna, ossia la prossima vittima di una crisi finanziaria spietata e globale. Le cose, però, sembrano oggi andare diversamente. Come nota Paul Krugman sul suo blog, The Conscience of a Liberal, ci sono i presupposti per immaginare che l’Euro francese stia per diventare una moneta di “serie A” rispetto a quella degli altri paesi.

Europa

Le considerazioni di Krugman partono da un post di Joe Weisenthal su Business Insider che sottolinea come la Francia, pur riportando performance economiche tra le peggiori del blocco, vede il calo dei tassi di interesse sul proprio debito, anziché l’aumento del famigerato spread. Questo, scrive poi Krugman, ci porta a supporre che la Francia faccia parte di quel club elitario dell’Euro di “serie A”.

L’economista premio Nobel scrive così: “I mercati sono giunti alla conclusione che la BCE non può e non permetterà che la Francia finisca senza soldi; senza Francia non rimane niente dell’Euro”. E questo ha dei supporti nei fatti; i tassi sui titoli di Stato a 10 anni in Francia sono calati fino all’1,72%, soprattutto negli ultimi sei mesi.

Quando le condizioni economiche si indeboliscono, in genere è normale assistere ad un calo dei tassi di interesse sui titoli di Stato, ma non in Europa dove sussiste questo strano fenomeno dei tassi in aumento durante i “tempi duri”, considerati come un rischio che il paese in questione non sia più in grado di pagare.

E allora, come si spiega questo fenomeno francese? Argomenta Krugman: “Senza ombra di dubbio, per la Francia la BCE sta facendo la parte del prestatore di ultima istanza, fornendo liquidità”. Cosa significa tutto questo? Semplice: l’Eurozona e, in particolare, la Bce non possono in alcun modo permettersi che la Francia possa diventare la nuova Grecia perchè, a quel punto, l’euro vedrebbe la sua fine.

Krugman conclude così il suo articolo: “Tutto ciò significa che in termini finanziari la Francia si è appena unita al gruppo delle economie dei paesi avanzati che hanno una moneta propria e, senza ombra di dubbio, non possono fallire. Un club in cui i membri hanno costi finanziari bassi e sono più o meno indipendenti dai loro debiti e/o deficit”. Ma allora: “A cosa serve tanta Austerity?”.

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