L’oro crolla: le attese degli analisti

Pubblicato da: MatteoT - il: 13-04-2013 10:30 Aggiornato il: 12-04-2013 22:20

Nella giornata di ieri c’è stato un nuovo, e decisamente pesante, sell-off dei prezzi dell’oro. Il metallo giallo, in queste ultime settimane, ha mostrato tutta la sua debolezza sui mercati internazionali e, come spiegato anche da George Soros, si candida per non essere più un bene rifugio, soprattutto a causa delle aspettative di bassa inflazione che si hanno per i prossimi anni.

Oro

Nella giornata di ieri le quotazioni dell’oro sono calate fino al di sotto dei 1.530 dollari l’oncia, toccando un minimo intraday a 1.526 dollari l’oncia e facendo registrare il nuovo minimo negli ultimi 15 mesi. Di recente, come vi avevamo proposto anche noi, sono state molte le previsioni degli analisti su un possibile crollo del prezzo dell’oro nel biennio 2013-2014.

La più recente è quella di Goldman Sachs, che ha tagliato la sua stima a 1.450 dollari per quest’anno e a 1.270 dollari per il 2014. La banca svizzera Ubs si aspetta un costante calo dei prezzi fino a 1.226 dollari entro il 2017. Société Générale ritiene che l’oro scenderà a 1.375 dollari nel 2014, mentre secondo Credit Suisse “per l’oro è finita un’epoca“.

Già da gennaio sono molte le previsioni che parlano della fine del ciclo decennale dell’oro; allora le quotazioni erano in area 1.690 dollari l’oncia, mentre ieri le quotazioni hanno violato al ribasso il supporto in area 1.500 dollari, perforato anche la media mobile esponenziale a 200 giorni da parte di medie mobili di breve a 9 e 14 giorni.

E’ emblematico che Commerzbank abbia stimato che, nelle sole due giornate del 10/4/2013 e 11/4 /2013, le vendite sul mercato effettuate da ETF e ETC sull’oro ammontano a 24 tonnellate. La rottura della media mobile a 200 giorni è, inevitabilmente, il segno di una pesante e brusca inversione di rotta per il metallo giallo. Si tratta, senza dubbio, di una rottura definitiva.

Il motivo? Semplice. Iniziamo dalle banche centrali, che stanno cercando di ricomprare i loro titoli di stato per sostenere un livello di rendimento reale negativo e, per questo, hanno abbandonato gli acquisti di oro già dal 2011 e dal 2012. Il calo della domanda dell’oro, poi, è anche sintomo della crisi economica e del calo dei consumi di gioielli.

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