L’oro crolla definitivamente: parte un nuovo ciclo?

Pubblicato da: MatteoT - il: 15-04-2013 15:53

L’oro sembra, come vi avevamo già anticipato la scorsa settimana, aver invertito seriamente il suo trend di lungo periodo. Il crollo del metallo giallo, infatti, è la principale notizia finanziaria in questo lunedì 15 aprile 2013. Il bene rifugio per eccellenza, in trend rialzista da circa un decennio, ha perso oltre il 5% nelle prime ore delle contrattazioni ed ha fatto segnare i nuovi minimi degli ultimi due anni.

Oro

I lingotti sono stati travolti da un’ondata di vendite senza eguali sui mercati; lo slancio correttivo non dipende dal rallentamento dalla Cina, ma da un’attività messa in atto dagli investitori che, negli ultimi mesi, hanno cominciato ad alleggerire la loro esposizione sul metallo giallo.

“Non c’è altro modo di definire questo sell-off dell’oro: orribile”, spiega Joni Teves, strategist di metalli preziosi alla UBS di Londra. L’oro, ha poi aggiunto, dovrà lavorare sodo per “ricostruire la fiducia” degli investitori. Il prezzo dell’oro spot è sceso circa del 4.9% questo lunedì ad un minimo di 1.403,90 dollari all’oncia, il minimo degli ultimi due anni. Il metallo è sceso del 26% dopo aver raggiunto il massimo record a 1.920 dollari per oncia troy nel settembre del 2011.

Il sentiment negativo sull’oro è stato influenzato ed enfatizzato dalle ultime notizie provenienti da Cipro e che fanno riferimento alla possibilità che il governo di Nicosia possa vendere le proprie riserve di oro come parte integrante delle misure necessarie per la ricezione del bailout.

Nonostante la quantità d’oro posseduta nell’isola sia comunque ridotta per il complesso dei mercati, circa 10 tonnellate, i trader sull’oro l’hanno interpretata come il tentativo dell’Eurozona di stabilire il “precedente” col quale si potrebbe permettere lo stesso anche ad altri paesi del blocco, con riserve auree sicuramente più ingenti, come Portogallo o Italia.

Tom Kendall, analista di metalli preziosi presso Credit Suisse, spiega: “chiaramente oggi ci sono maggiori elementi di dubbio sul mercato dell’oro di quanti non ne esistessero fino ad una settimana fa“. Tali dubbi, ha spiegato l’analista, riguardano l’indipendenza delle banche centrali, il controllo di queste sulle riserve auree e l’integrità dei Trattati UE. “Ancora una volta -continua Kendall- è stato ricordato agli investitori sull’oro che il metallo non è una copertura molto efficace contro un’ampia base di movimenti risk-off nei mercati delle materie prime.”

Cosa potrebbe accadere d’ora in avanti? Nel mese di febbraio gli analisti di Credit Suisse avevano anticipato che il mercato aveva già raggiunto le vette massime e Société Générale aveva spiegato che stava per finire l’era dell’oro. Stesso discorso per Goldman Sachs che, solamente la scorsa settimana, ha dichiarato di avere una view ribassista sul metallo giallo.

Nonostante questi moniti, c’è stato anche qualche big che è rimasto “fregato” da questo crollo delle quotazioni del metallo giallo. Si tratta di John Pualson, che in passato ha fatto la sua fortuna puntando contro il mercato immobiliare Usa prima dello scoppio della crisi finanziaria del 2008. Ora, però, ha perso oltre 300 milioni di dollari.

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