Analisi sul crollo dell’oro: cause e conseguenze

Pubblicato da: MatteoT - il: 18-04-2013 10:00 Aggiornato il: 15-04-2013 21:17

Una delle principali notizie di questi ultimi giorni, in campo finanziario, è sicuramente quella che riguarda il crollo dell’oro che, soprattutto tra domenica e lunedì, ha messo a segno una performance ampiamente negativa perdendo, in una sola seduta, oltre l’8% e violando pesantemente l’area delle 1.400 dollari l’oncia. Questo ampio movimento ribassista ha fatto si che il metallo giallo abbia ridefinito i minimi da marzo 2011.

Oro

“Abbiamo scambiato oro per quasi quattro decenni, e non abbiamo mai … mai … mai … visto nulla di simile a ciò che abbiamo assistito nelle ultime due sessioni di trading”, ha detto in una nota Dennis Gartman, l’editore di The Gartman Letter. “Temiamo che quando aprirà la sessione di NY, e quando il pubblico si renderà conto del danno fatto ai loro conti, ci sarà un’altra violenta ondata di vendite”.

Ma quali possono essere le cause più plausibili in grado di spiegare questo crollo? Vediamone alcune. La quotazione dell’oro può aver subito questo pesante sell-off a causa, soprattutto, dei molteplici annunci delle Banche centrali di tutto il Mondo che starebbero vendendo le loro riserve in aspettativa di una riduzione dei loro stimoli monetari.

Sicuramente lunedì ha contribuito anche il calo del Pil cinese, cresciuto nel primo trimestre del 2013 dl 7,7% contro l’atteso 8% e contro il 7,9% dell’ultimo trimestre del 2012 ed il 7,8% dell’intero anno passato. Il dato sotto le attese è comunque una cifra inarrivabile ed irrangiugibile per gran parte dei Paesi mondiali: il Pil della Cina è circa 4 volte tanto quello degli Usa.

La rottura del supporto a 1.525 dollari, ha aperto lo spazio per un’accelerazione sino ai 1.430 dollari. Probabilmente il forte e repentino calo ha innescato un movimento a catena che poi non si è arrestato a quel livello. Il livello ora da monitorare rimane a 1.380, minimo da marzo 2011, al di sotto del quale si avrebbe un altro allungo in direzione 1.300 dollari. Positività, improbabile nel breve, si avrebbe solo al di sopra dei 1.500 dollari.

Non possiamo dimenticare, poi, le view e gli scenari ribassisti proposti da molte banche d’affari; l’ultima è stata Goldman Sachs che aveva sollecitato gli investitori a vendere l’oro, dopo che aveva segnato il rally più lungo degli ultimi 90 anni.

Si accendono quindi i timori per la ripresa americana e per la notizia secondo cui Cipro potrebbe vendere un pezzo delle riserve d’oro per finanziare parte del suo pacchetto di salvataggio. Sta quindi finendo l’età dell’oro? Sicuramente lo scopriremo molto presto.

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