Rapid Trading: indagini avviate dalla Sec

Pubblicato da: MatteoT - il: 23-03-2012 21:33

Un nuovo incidente altamente sospetto colpisce il mondo dello High Frequency Trading, e le sue varie diramazioni chiamate anche Rapid Trading, High Speed o anche Rapid-Fire. Il collocamento in Borsa della società Bats, specializzata appunto nel Rapid Trading, è stato bloccato dopo che clamorosi errori hanno provocato un’improvviso crollo del 10% nelle azioni Apple, e altre fluttuazioni “selvagge” in titoli di ampia diffusione. L’impazzimento delle quotazioni ha avuto breve durata, ma viene a coincidere con le notizie su un’inchiesta delle autorità di vigilanza in questo settore.

Tutte queste transazioni hanno a che fare con la capacità di muovere ordini di acquisto e vendita ad altissima velocità grazie a sistemi informatici ad hoc. Gli ordini vengono concentrati da società specializzate; e avvengono su “piattaforme” riservate, diverse dalla Borsa normale. Da tempo queste forme di speculazione hanno attirato l’attenzione delle autorità di vigilanza, perché si sospetta che possano nascondere vaste zone di abuso.

Ora l’ultima inchiesta è quella aperta dalla Sec, la Securities and Exchange Commission che è il più importante organo di controllo sui mercati finanziari americani. Il braccio operativo della Sec che si occupa di far rispettare le regole, sta indagando per appurare se alcune società specializzate nel Rapid Trading abbiano approfittato illecitamente dei propri rapporti con le Borse computerizzate (le piattaforme speciali di cui sopra) per avere un vantaggio a scapito degli investitori normali. La Sec vuole gettare un fascio di luce sulle aree meno trasparenti della finanza, tra cui spicca proprio il mondo delle transazioni ad alta frequenza, quello dove acquisti e vendite avvengono in frazioni di secondo, spesso per gli stessi titoli (che vengono “posseduti” solo per pochissimi istanti).

Una delle società al centro dell’inchiesta è la Bats, iniziali di Better Alternative Trading System. La Bats ha sede a Lenexa nel Kansas: quando si opera nel mondo dell’alta frequenza si usano soprattutto i supercomputer e non c’è alcun bisogno di pagare gli affitti stratosferici per una sede a Wall Street. La Bats è anche una matricola appena quotata in Borsa, il suo primo collocamento è avvenuto giovedì scorso.

Il suo nome è del tutto sconosciuto per il grande pubblico; eppure si è conquistata il terzo posto per volume di scambi tra le Borse americane, dopo il New York Stock Exchange e il Nasdaq. Da sola la Bats movimenta l’11% di tutte le azioni che vengono scambiate sui mercati Usa ogni giorno. L’inchiesta aperta dalla Sec s’inserisce in una serie di procedimenti avviati dopo il “flash crash” del maggio 2010, un evento tuttora sospetto perché in pochi istanti le Borse ebbero delle oscillazioni estreme, attribuite all’epoca a “errori e disfunzioni” nei sistemi informatici. Da allora la Sec ha intensificato la sua attenzione verso questo mondo. Tra i sospetti che riguardano la Bats c’è la possibilità che alcuni operatori agiscano di concerto, in collusione fra loro per manipolare i mercati e limitare la competizione.

La Sec vuole vederci chiaro nelle comunicazioni tra alcune piattaforme, le società di trading specializzate nelle transazioni ad alta frequenza, e coloro che gestiscono i sistemi informatici come la Direct Edge Holdings di Jersey City. Combinate fra loro, la Bats e la Direct Edge Holdings arrivano a muovere fino al 20% di tutti i titoli scambiati sui mercati americani. Il vantaggio di questi operatori consiste nel disporre di tutte le informazioni con qualche frazione di secondo di anticipo sul resto del mercato. In passato altre inchieste hanno riguardato la pratica diffusa che consiste nel lanciare e poi cancellare ordini di acquisto o vendite, approfittando “nell’intermezzo” della propria conoscenza sull’impatto che gli ordini esercitano sui prezzi.

Fonte: repubblica.it

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