Cicli Economici

Cicli Economici

Se le varie componenti dell’economia di un paese si sviluppassero mantenendo costanti le proporzioni esistenti tra di loro, ci troveremmo di fronte ad una economia stazionaria; ma il caso è più teorico che pratico. In effetti, accade invece di notare mutamenti delle grandezze economiche che seguono uno sviluppo non lineare e che alterano i rapporti intercorrenti tra di esse, rompendo l’equilibrio. Tali fenomeni dinamici hanno interessato gli studiosi, i quali ne hanno individuato le varie specie, che sono:

a) un movimento di lungo periodo, che può durare anche secoli ed a cui si dà il nome di « trend », dall’esame del quale, si nota che — ad onta dei cedimenti e dei periodi di depressione — la linea che lo esprime tende ad elevarsi rispetto al punto di partenza. Così, può dirsi che, nonostante le guerre, le epidemie, le calamità di ogni genere, l’umanità stia camminando attraverso i secoli nel senso del benessere e del progresso;

b) un movimento più contenuto nel tempo rispetto al precedente, a carattere ondulatorio, dall’ampiezza piuttosto regolare; la linea che lo esprime, attraverso varie fasi, tende a ritornare alla posizione iniziale.

È un fenomeno tipico delle economie di mercato. Se il periodo di oscillazione è piuttosto breve, si parla di movimento vibratorio (ad esempio, le oscillazioni dei cambi); se è legato alla durata dei cicli di produzione, di movimento stagionale; se dura dai tre agli undici anni circa, di ciclo economico propriamente detto o di fluttuazioni cicliche.

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