Conseguenze dell’automazione

conseguenze dell'automazione

La divisione tecnica del lavoro, la produzione in serie, sono altrettante conseguenze dell’avvento della macchina.

Tuttavia, la divisione tecnica del lavoro non è scevra di inconvenienti: si è obbiettato infatti, e con una certa fondatezza, che l’operaio, costretto a compiere incessantemente le stesse operazioni, perderebbe la propria personalità.

L’automazione, che è stata definita seconda rivoluzione industriale che secondo alcuni dovrebbe ridurre gli inconvenienti di cui sopra (poiché sarebbe la macchina e non l’uomo a compiere le operazioni più monotone), in pratica non fa che riproporre e su più vasta scala i problemi sollevati dall’avvento della macchina e dalla divisione tecnica del lavoro. L’automazione infatti è causa di una vasta disoccupazione tecnologica e, limitando l’attività umana alla semplice sorveglianza delle macchine ed alla correzione degli errori peraltro rarissimi delle stesse, rende il lavoro ancor più arido e noioso. Tuttavia, come è accaduto in passato per la macchina, anche l’automazione consentirà il riassorbimento delle forze-lavoro disoccupate e farà sorgere tutta una gamma di nuovi mestieri e specializzazioni.

Il progredire dell’industrializzazione ha avuto anche come risultato la minor durata media del lavoro individuale; essendo più corta la giornata lavorativa (o la settimana), il lavoratore può dedicare il tempo a disposizione alla formazione ed all’affinamento della sua personalità e sensibilità, agli interessi prediletti (hobbies). Nasce perciò il problema del tempo libero, che è allo studio di eminenti sociologi ed economisti, così come è allo studio il problema dell’elevazione culturale delle masse lavoratrici, affinché esse usino del tempo a disposizione in maniera socialmente, oltre che individualmente, proficua.

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