Economia politica – la scuola psicologica

Economia politica - scuola psicologicaLe teorie esaminate sino ad ora hanno avuto un carattere spiccatamente oggettivo: i fenomeni economici sono stati studiati nel contesto sociale, senza partire dalle singole scelte individuali nell’economia.

Il clima che ispirava quelle scuole era, infatti, quello dell’industrialismo nella sua ascesa e nella conquista dei mercati; piú tardi, risolti molti dei problemi prima dibattuti ed in clima di relativa pace internazionale, l’economia tende a porre se stessa come scienza pura.

Questo è il compito della scuola psicologica o austriaca, nata appunto in Austria tra gli ultimi anni del XIX e i primi del XX secolo, che in polemica con la scuola storicaritorna al metodo deduttivo e alle leggi universali dell’economia e basa i suoi rigorosi schemi, elaborati con il sussidio della matematica, sull’homo economicus o soggetto economico perfetto, un uomo tipico, cioè, che si suppone agisca obbedendo soltanto al principio del tornaconto.

Alla scuola psicologica si deve la teoria dell’utilità marginale, della quale si tratterà in altra parte del testo massimi esponenti sono Carl, Menger che ne è il caposcuola, Federico von Wieser, Eugenio Bqhm Bawerk, Ermanno Enrico Gossen, studioso della teoria dei bisogni economici; seguace della teoria psicologica fu anche l’italiano Maffeo Pantaleoni.

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

E-investimenti.com

E-investimenti.com