equilibrio economico generale

equilibrio economico

Lo studio complesso dell’interdipendenza dei prezzi in un mercato porta alla formulazione di un modello teorico denominato sistema dei prezzi.

Premesso che i prezzi dei beni sono interdipendenti, tra loro secondo la dimostrazione già data un sistema di prezzi raggiunge il proprio equilibrio quando vi sia coincidenza tra unità offerte dai produttori ed unità domandate dai consumatori. Questa ipotesi sostanzialmente un’ipotesi di lavoro o, per usare un termine più moderno, un modello economico al quale va confrontata la realtà economica che si intende esaminare prende il nome di teoria dell’equilibrio economico generale, con terminologia derivata dal Walras e dal Pareto.

Di fatto, un sistema di prezzi non raggiunge mai tale equilibrio perché, in un sistema che pure si avvicini alla perfezione, è inevitabile, a parte gli attriti che ogni sistema incontra, che almeno un produttore (producendo, ad esempio, una quantità di merce superiore a quella richiestagli) o che almeno un consumatore (non adeguandosi, ad esempio, nei, propri consumi alle regole valide per gli altri consumatori) non consentano, con il loro comportamento, il raggiungimento dell’equilibrio pieno. La teoria dell’equilibrio generale, perciò, per essere significativa, deve considerare un sistema di prezzi nella sua staticità e confrontarlo con altro sistema di prezzi parimenti statico.

Ad esempio, se confrontiamo, mediante le regole dettate dall’econometria e dalle scienze statistiche e matematiche, facendo uso di complessi sistemi di calcolo integrale e differenziale, i dati riassuntivi dei prezzi in Italia, in due decenni, dal 1938 al 1948, dal 1950 al 1960, possiamo trarre conclusioni istruttive sulle caratteristiche dei due sistemi. Tali conclusioni possono avere una loro validità anche per ricerche similari sul sistema dei prezzi del decennio immediatamente seguente, anche se non concluso, mediante il sistema dell’interpolazione. È da notare però che, cosi facendo, non possediamo un’intera realtà economica, ma uno schema abbastanza semplificato di realtà, dal momento che in esso non è, ad esempio, compresa la realtà delle ricorrenti crisi stagionali dei prezzi di determinati prodotti, né la dinamica della formazione dei prezzi, ma solo la tendenza del sistema, nei periodi esaminati, a raggiungere un certo equilibrio. Perciò, la tecnica dell’analisi dell’equilibrio economico generale deve essere combinata con tecniche dell’analisi degli equilibri economici parziali, che tengono conto della dinamica economica, cioè del variare dei singoli sistemi dei prezzi nel tempo e nello spazio.

La tecnica dell’analisi degli equilibri parziali ha il pregio dell’osservazione di parti del sistema dei prezzi nel loro divenire, mentre le manca il carattere di osservazione di un intero sistema nella sua completezza. Entrambe le tecniche non colgono la totalità del fenomeno, ma la teoria degli equilibri parziali sembra più significativa per la ricchezza di dati offerta allo studioso. La tecnica degli equilibri economici parziali, tradizionale nella scienza economica, sembra aver ripreso vigore dopo che le più moderne correnti hanno posto l’accento sullo studio dei tempi brevi e come componente necessaria allo studio della dinamica economica.

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