Influenze dell’inflazione sulla situazione delle imprese

Influenze dell'inflazione sulla situazione delle imprese

Durante un periodo di inflazione le imprese sono esposte ad una insidiosa minaccia che, se non è parata a tempo, mette in grave pericolo la consistenza del capitale investito nelle imprese stesse.

Nell’ipotesi di una moneta stabile, se un macchinario è costato dieci milioni e si calcola che durerà per dieci anni, basta distribuire gli ammortamenti su di un periodo di dieci anni, in modo che alla fine del periodo si sia fondato un fondo di dieci milioni. Ma se la moneta nel frattempo è deprezzata, i dieci milioni non saranno sufficienti per ricostruire il macchinario: la ditta avrà, cioè, perduto parte del suo capitale.

Se essa vuole mantenere intatto il suo capitale, deve calcolare i prezzi di vendita in modo da includere in essi quote sufficienti di ammortamento, commisurate non al costo originario, ma al presunto costo di acquisto degli impianti, che, a causa del deprezzamento monetario, sarà più o meno considerabilmente aumentato rispetto al costo originario.

Le stesse considerazioni valgono per quanto riguarda il capitale di esercizio dei commercianti, investito in materie prime o semilavorate, o prodotti finiti: se i prezzi di vendita sono commisurati ai costi originari, e questi, nel periodo intercedente tra l’acquisto e la vendita, sono cresciuti, il capitale ricostituito non sarà sufficiente a comperare una quantità di merce eguale a quella di prima, malgrado che dal confronto tra i prezzi di vendita e quello originario di acquisto possa risultare apparente un profitto.

E’ nota la storiella di quel grande commerciante in ferramenta, il quale per aver voluto calcolare sempre i prezzi di vendita in base a quelli originari di acquisto, vide diminuire progressivamente il suo capitale di esercizio, finché questo si ridusse in un sol chiodo!…

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