Interventi dello Stato nell’interesse generale e di particolari categorie

Interventi dello Stato nell'interesse generale e di particolari categorieLa pianificazione non è meno connaturata (al singolo) che alle esigenze dello Stato e degli Enti pubblici. L’avvenuto anzi che, in misura più palese, degli individui maturi di senno e consapevoli si sono dati a far gli enti pubblici; e non tanto per rispondere alle esigenze ora accennate, che essi primi avrebbero dovuto avvertire nel perseguire i fini propostisi, quanto per assecondare interessi, a volte così vasti da identificarsi con quelli nazionali, più spesso limitati a gruppi politicamente in prevalenza.

Ogni giorno cresce il numero delle decisioni che lo Stato o altri Enti sono chiamati ad adottare e che, pur concernendo settori particolari, involgono conseguenze di gran lunga più vaste di quelle che comportino decisioni di singoli, anche molto potenti.

Ogni giorno cresce il numero degli interventi dello Stato e di altri Enti. Nell’uso comune si denomina « intervento » ogni agire dello Stato nell’interesse della collettività, o di talune categorie di cittadini che la compongono.

Il concetto è perspicuo in una configurazione della vita collettiva, che consideri prevalenti le attività dei singoli, isolati o aggruppati, e, almeno in origine, limitata l’attività dello Stato.

Come però, nella vita moderna, l’attività statale è venuta espandendosi, la parola « intervento » è passata a significare ogni agire dello Stato in campi sempre più vasti e disparati, qualunque sia la forma dell’organizzazione politica ed economica della collettività.

Sicché sembra lecito parlare di interventi, in questo più vasto significato, anche nel caso di regimi economici che lasciano ai singoli poco apprezzabili sfere di azioni e nelle quali lo Stato possa intervenire.

Intervento è, dunque, ogni azione volta a raggiungere fini che lo Stato ritenga opportuno di prefiggersi.

In grado di orientare disamine di così vasta attività sembra la distinzione tra interventi che lo Stato compie nell’interesse generale e interventi diretti a favorire particolari categorie di cittadini.

I primi tendono a realizzare fini, dai quali lo Stato non potrebbe mai prescindere: sebbene il realizzarli nell’interesse della collettività possa anche implicare il vantaggio di alcune categorie, rispetto al vantaggio che sono in grado di trarne altre.

Appaiono così di interesse generale, anzitutto, le produzioni degli svariati servizi pubblici, che realizzano fini indispensabili alla esistenza medesima della collettività: ad es. difesa del territorio, difesa della persona e degli averi da arbitrari comportamenti altrui, amministrazione della giustizia e via dicendo.

In secondo luogo le azioni dello Stato volte, ad esempio, a modificare una distribuzione di redditi che tenda a divenire sempre più diseguale; a migliorare il riparto delle attività produttive e della popolazione fra le regioni di un dato paese, fra città e campagne; ad attenuare, mediante protezione a fini nazionali (mettiamo al fine della indipendenza economica), le conseguenze di una accentuata divisione del lavoro; a correggere azioni individuali di imprenditori che non addurrebbero ad equilibrare domanda e offerta di lavoro (ad es. impiego delle donne e dei fanciulli); a determinare una situazione che altrimenti non si stabilirebbe (ad. esempio fissare il massimo della circolazione fiduciaria); ad integrare insufficienti azioni di singoli; a rimuovere ostacoli alla rapidità di altre; a correggere rigidità di domande interne, o internazionali, di beni e di servizi; a regolare somministrazioni di credito e cosí via.

I secondi tendono a realizzare fini, dai quali la collettività potrebbe bensí prescindere. Come però il perseguirli procura vantaggi per singole categorie, ai quali possono raccordarsi vantaggi dell’intera collettività, gli interessi premono affinché l’Ente pubblico intervenga.

Forme di protezione doganale, fissazione di rapporti tra capitale e lavoro che si esprimono in salari, o altri termini contrattuali; assunzione a carico dello Stato di alcuni rischi incombenti su fattori produttivi, ad esempio assicurazioni sociali, costituiscono esempio di interventi a tutela di interessi particolari.

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