Intese e trattati commerciali

Intese e trattati commercialiMentre al livello dei grandi gruppi privati si svolgono intese economiche palesi o segrete, anche tra gli Stati sono intervenuti e intervengono accordi per disciplinare i limiti della rispettiva attività economica nei confronti dell’estero.

Frequenti sono stati in ogni tempo i trattati di amicizia, che precedono la stesura di trattati commerciali veri e propri, in cui le parti si concedono particolari agevolazioni in merito agli scambi.

Accanto alla tariffa doganale generalmente adottata da uno Stato nei confronti delle merci importate dall’estero, sorgono, in virtù degli accordi suddetti, le tariffe preferenziali, per le quali i paesi firmatari dell’accordo alleggeriscono reciprocamente i balzelli doganali relativi alle merci oggetto di scambio.

Con quei paesi poi con i quali non si sono intessuti accordi politici e commerciali (e con cui, anzi, non si è in amichevoli relazioni), si adotta una tariffa differenziale particolarmente gravosa. Ma la guerra di tariffe ha sempre, come conseguenza, una tensione internazionale.

I paesi firmatari dell’accordo possono, inoltre, stipulare la cosiddetta clausola della nazione più favorita, con la quale essi si impegnano reciprocamente a non concedere a nessun altro paese condizioni doganali più vantaggiose; nel caso che ciò comunque avvenisse, le condizioni più favorevoli debbono immediatamente essere estese al paese firmatario della clausola suddetta.

Nel caso esaminato, la clausola della nazione più favorita ha efficacia bilaterale; ma non mancarono casi di clausole con efficacia unilaterale; ciò avveniva quando un paese di solito politicamente più forte e con mire imperialistiche nei confronti dell’altro più debole intendeva riservarsi le condizioni più favorevoli senza commercialmente offrire nulla in cambio, se non una generica « protezione internazionale » (vedi la Francia nei confronti del Marocco sino a pochi anni or sono).

Questi trattati finivano per pesare gravemente sullo sviluppo economico dei paesi costretti a subirli: essi coincidono col periodo in cui i paesi europei si trasformavano da agricoli in industriali ed avevano, perciò, bisogno di vaste zone coloniali in grado di assicurare all’industria il necessario afflusso di materie prime e di assorbire il capitale europeo in cerca di impiego.

Questo tipo di intese internazionali assumeva carattere prettamente bilaterale, nel senso che si trattava per lo più di accordi tra due paesi tendenti ad escludere gli altri; ciò comportò notevoli restrizioni del commercio internazionale e nazionale, sino a che si pervenne alla seconda guerra mondiale, durante la quale come già è stato detto i rapporti tra paesi ristagnarono. Alla fine del conflitto, mentre si cercava di ristabilire le condizioni per il ripristino della normalità degli scambi, si comprese anche che si doveva considerare il problema sulla base di nuove intese e di più avanzati principi.

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