Mercato del lavoro

mercato del lavoro

MERCATO DEL LAVORO: Esiste, come già abbiamo accennato, un mercato del lavoro, in cui convergono la domanda e l’offerta e si fissa il prezzo.

L’offerta di lavoro è costituita dalla quantità di lavoro che i dipendenti, in un dato momento ed, a un dato prezzo, sono disposti ad offrire. La domanda di lavoro è costituita dalla quantità di lavoro, generico o specializzato, che le imprese richiedono in un dato momento ad un dato prezzo.

Non vi è omogeneità nel mercato del lavoro ed i saggi di salario sono molto diversi: non tutti i lavoratori, infatti, hanno le stesse capacita lavorative, non tutte le imprese hanno bisogno dello stesso tipo di manodopera. Poiché attualmente gli operai qualificati e specializzati sono molto più numerosi che per il passato (mentre un tempo abbondava la manovalanza), si può dire che vi sono tanti mercati del lavoro quante sono le categorie produttive.

Se ne dovrebbe dedurre, date queste premesse, che siano più alti i saggi di salario in quei settori dove l’offerta è limitata e la domanda abbondante, e viceversa nel caso contrario. Questo è vero fino ad un certo punto, poiché ai nostri tempi lo Stato ha notevolmente limitato la libertà contrattuale nel mercato del lavoro.

E ciò perché si è fatta strada, infine, la convinzione che il lavoro non possa essere considerato una merce come tutte le altre e che perciò lo stesso debba essere sottratto alla legge della domanda e dell’offerta. Inoltre, il lavoro è merce deperibile; se il lavoratore deve restare inattivo, la sua capacita lavorativa ne soffrirà: egli dovrà sottoporsi a corsi di riqualificazione.

Il lavoro, insomma, è la sola risorsa del lavoratore. Per tutte queste ragioni, le moderne Costituzioni si sono occupate del lavoro e si sono preoccupate di garantire un minimo salariale.

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