Rapporti internazionali in generale

rapporti internazionali

Le relazioni con l’estero sorgono e si sviluppano di pari passo col sorgere e con lo sviluppo dei mezzi di trasporto e di comunicazione: più fare nei tempi antichi e svolgentisi il più delle volte in contrasto di interessi, si sono intensificate ai giorni nostri, in cui maggiormente si avverte la necessità che esse sì determinino in via pacifica ed in spirito di collaborazione.

Esse sono un grande strumento di reciproca conoscenza tra i popoli e, quindi, di reciproca comprensione; possono assumere carattere culturale, politico, religioso, sportivo, giuridico, ma anche, e soprattutto, carattere economico. Del resto, può ben dirsi che ogni rapporto internazionale, qualunque carattere esso abbia, interessi per qualche aspetto l’economia.

Limitiamo i nostri cenni ai soli rapporti di carattere prettamente economico: essi riguardano i movimenti di persone, di merci, di capitali da un paese all’altro. I movimenti di persone si riferiscono ai fenomeni del turismo e dell’emigrazione, che sono assai diversi tra loro. Il primo, infatti, determina uno spostamento di persone per un periodo di tempo in genere non molto lungo e comunque ben determinato; il secondo, uno spostamento di carattere più duraturo. Inoltre, i turisti si muovono per scopi culturali (ad esempio, apprendimento delle lingue straniere « in loco »), religiosi (Anno Santo, pellegrinaggi mariani), sportivi ( Olimpiadi, gare, ecc.), ricreativi, ecc.; mentre gli emigranti, che un tempo si spostavano per sfuggire a persecuzioni di carattere politico o religioso, oggi si trasferiscono prevalentemente alla ricerca di un lavoro.

Anche il turismo ha cambiato aspetto: un tempo, viaggiavano soltanto pochi privilegiati alla ricerca delle stazioni climatiche più alla moda, oppure erano scienziati e studiosi mossi dai loro interessi culturali; oggi una massa sempre crescente di persone ha conquistato il diritto ad una vacanza annuale, chiede idonee attrezzature alberghiere, si muove sollecitata da tecniche pubblicitarie sempre più avanzate, postula agevolazioni sui cambi e bancarie e stimola i vari paesi a farsi concorrenza tra loro per la conquista del turismo straniero. Ma se il turista è sempre ricercato e invitato a soggiornare, per l’emigrante il discorso è diverso: vi sono paesi i quali non permettono l’immigrazione, ovvero la sottopongono ad una serie di controlli e restrizioni per renderla più difficile. Inoltre, il mercato del lavoro all’estero ha caratteri spiccati di vischiosità; è chiaro che le difficoltà dovute alla diversità delle lingue, dei costumi, alla lontananza dai familiari, al senso di isolamento nel trovarsi in paese straniero costituiscono notevoli remore all’emigrazione. Questi problemi possono essere risolti solo su di un piano di comprensione reciproca e di intesa tra gli Stati e con idonee ed intelligenti assistenze agli emigranti.

Per quanto riguarda lo spostamento delle merci da un paese all’altro, sarà detto con maggiore ampiezza nel paragrafo dedicato al commercio internazionale; in questa sede, diciamo soltanto come le moderne correnti del traffico abbiano consentito il trasporto di ogni tipo di merce, anche di quelle di infimo valore, mentre in antico soltanto le merci rare e costosissime erano commerciate da un paese all’altro. Sul movimento dei capitali da Stato a Stato, si può parlare di:

– movimento di capitali da paesi economicamente sviluppati a paesi economicamente arretrati, per un più organico sviluppo economico di questi ultimi: è ciò che sta avvenendo attualmente, in questo periodo in cui maggiormente pare sentito il dovere di aiutare i popoli sottosviluppati, al di là delle mire colonialiste;

– movimento di capitali in cerca di un impiego più proficuo da paesi in cui essi sono in abbondanza (e perciò ricevono bassi saggi di interesse) a paesi in cui essi sono richiesti e per i quali si è disposti ad offrire più alti saggi remunerativi;

– movimento di capitali per indicare il fenomeno dell’evasione fiscale, quando i capitalisti per non essere colpiti dalle imposte trasferiscono i loro capitali all’estero. E’ questo un movimento che va colpito, per evitare la fuga di capitali che potrebbero potenziare le risorse del paese.

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