Sino a che punto l’impresa estende la produzione – L’impresa marginale

spread

Esaminato l’andamento dei due costi unitari possiamo ora determinare sino a che punto l’imprenditore ha interesse ad estendere la produzione.

Tenuto presente che il suo scopo è quello di ottenere il massimo guadagno totale possibile, è facile comprendere come egli abbia interesse a seguitare a produrre finché ogni ulteriore unità prodotta gli consenta di realizzare un guadagno.

Supposto che il prezzo di mercato sia 8, l’imprenditore avrà convenienza ad aumentare la produzione finché il costo delle successive dosi ( cioè il costo marginale) sia 5, 6, 7, perché se è vero che su ogni unità prodotta in più diminuisce il guadagno unitario, è anche vero che aumenta il guadagno totale; solo quando il costo di un’ulteriore unità, cioè il costo marginale, salirà a 8, cioè pari al prezzo di mercato, cesserà tale convenienza.

Possiamo, quindi, affermare che ogni impresa estende la produzione fino al punto in cui il costo marginale è uguale al prezzo di mercato, e poiché quest’ultimo, in regime di libera concorrenza, è unico per tutte le imprese (legge di Jevons), se ne può dedurre anche che in un mercato concorrenziale tutte le imprese tendono ad avere un uguale costo marginale.

Non si può dire lo stesso, invece, per il costo medio, che è diverso da impresa ad impresa. Ciò dipende in parte da cause soggettive, come la maggiore capacità di un imprenditore rispetto agli altri, capacità che si riflette poi sulla migliore combinazione dei fattori; in parte da cause oggettive, come la diversa fertilità dei terreni, la minore distanza dell’impresa dai centri di smercio, dalle grandi vie di comunicazioni, ecc.

Vi sono, perciò, alcune imprese che producono a costi piú bassi ed altre che producono a costi più elevati. L’impresa che produce a costo piú elevato è quella il cui costo medio minimo è uguale al prezzo di mercato, ed è detta impresa marginale; impresa, cioè, che opera al margine del mercato, nel senso che un eventuale abbassamento del prezzo la porrebbe in perdita e la costringerebbe ad uscire dal mercato stesso. Le altre imprese, invece, che producono ad un costo medio minimo inferiore al prezzo di mercato sono dette infra-marginali.

Vendendo ad un prezzo uguale al costo di produzione, l’impresa marginale realizza il solo profitto normale, cioè quel compenso minimo indispensabile perché l’imprenditore abbia convenienza a produrre e che, pertanto, è da considerarsi, come vedremo meglio in seguito, un elemento dello stesso costo ; le imprese infra-marginali, invece, realizzano un extra-profitto, pari alla differenza fra il prezzo di mercato ed il rispettivo costo di produzione.

È da notare che il regime della libera concorrenza tende ad eliminare, con la guerra dei costi dei produttori, un numero sempre crescente di imprese che si trovino nelle condizioni di imprese marginali.

Sotto lo stimolo della concorrenza, le imprese cercheranno di migliorare la loro organizzazione economica e tecnica, in modo da ridurre i costi medi. Questo tentativo, che non riesce a tutte le imprese, ma solo ad alcune economicamente in vantaggio, ha come conseguenza un aumento generale della produzione, una riduzione dei costi medi ed anche una riduzione dei prezzi.

Lascia un Commento

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

E-investimenti.com

E-investimenti.com