Sistemi a cambio aureo

cambio aureo

Come abbiamo visto, il gold standard fu il sistema monetario praticamente attuato da tutti i maggiori Stati durante il 1800 e nei primi anni del 1900. Lo scoppio del primo conflitto mondiale (1914) ne determinò, tuttavia, la fine e dette l’avvio a nuovi e diversi sistemi che cercheremo di illustrare nei paragrafi seguenti, e cioè:

a) i sistemi a cambio aureo, adottati nell’immediato dopoguerra del primo conflitto mondiale;

b) il sistema a corso forzoso, che è poi il sistema generalmente usato oggi.

I sistemi a cambio aureo, sorti al termine della prima guerra mondiale a causa della scarsità delle riserve auree dei maggiori paesi europei sono sistemi ancorati all’oro, ma senza oro in circolazione. In tali sistemi, infatti, l’unità monetaria è un’unità ideale, considerata corrispondente ad un determinato quantitativo di oro fino (così, ad esempio, la legge del 1936 fissò l’equivalente metallico della lira italiana in gr. 0,04677 di oro), mentre in circolazione, come moneta legale, vengono usati i biglietti di banca.

Si hanno tre tipi di sistema a cambio aureo, e cioè:

a) Il gold bullion standard, nel quale circolano come moneta biglietti di banca a corso legale (dei quali, pertanto, è obbligatoria l’accettazione) ma convertibili in verghe d’oro. Il sistema consente un notevole risparmio di metallo, non solo perché quest’ultimo viene escluso dalla circolazione, ma anche perché, dato l’elevato peso di ciascuna verga, non sono possibili conversioni in oro di modesta entità. Tale sistema fu adottato dall’Inghilterra e dalla Francia.

b) Il gold exchange standard, nel quale circolano biglietti di banca a corso legale convertibili in divise estere auree, cioè in divise di paesi che hanno mantenuto la convertibilità in oro.

In questo tipo il risparmio di metallo è ancora maggiore, dato che la stessa quantità di oro funge da riserva contemporaneamente per due paesi; è da tenere presente, inoltre, che mentre la riserva bancaria in verghe è infruttifera, le divise estere, invece, costituiscono una riserva fruttifera.

Presenta, tuttavia, l’inconveniente che la moneta nazionale viene a dipendere dalla valuta straniera, della quale deve subire ogni eventuale vicenda sfavorevole (ad esempio, svalutazione). Tale sistema fu adottato, fra gli altri, dall’Austria, dall’Ungheria e dalla Cecoslovacchia.

c) Il gold bullion and exchange standard (detto anche sistema misto) nel quale circolano biglietti di banca a corso legale convertibili, a scelta della banca di emissione, in verghe d’oro o in divise estere.

Fu questo il sistema adottato, oltre che dalla Svizzera, dal Belgio e da altri paesi, anche dall’Italia. La legge del 1927 sancì l’obbligo della Banca d’Italia di cambiare i propri biglietti in verghe d’oro (del peso minimo di Kg. 5) in ragione di gr. 7,919 per 100 lire (ridotti poi, nel 1936, a gr. 4,677) oppure in dollari (19 lire per un dollaro) o in sterline (lire 92,46 per una sterlina).

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