Sviluppo economico dei paesi sottosviluppati

Sviluppo economico dei paesi sottosviluppatiLe condizioni in cui vivono i 3/4 della popolazione mondiale sono da tempo all’attenzione delle organizzazioni competenti (ad es., la F.A.O.) e degli studiosi e dei capi di Stato. Nella elaborazione di un piano di sviluppo economico valido per i paesi sottosviluppati è opportuno ed anche necessario operare delle scelte poiché non è possibile agire contemporaneamente in ogni settore dell’economia.

In ogni caso, bisogna fare una programmazione per coordinare gli sforzi nei vari settori. Se tali scelte hanno carattere di obbligatorietà, allora abbiamo la pianificazione.

E’ chiaro che un paese in via di sviluppo non ha alcun interesse ad applicare la teoria del Ricardo o dei costi comparati, che si rivelerebbe oltremodo dannosa per la sua economia. In attesa di poter sostenere la concorrenza estera, tali paesi debbono — innanzi tutto — proteggere le deboli industrie nazionali. Alcuni autori ritengono tuttavia che la teoria ricardiana possa avere una qualche parziale applicazione se i paesi si organizzeranno in associazioni economiche con altri paesi di pressoché identiche condizioni, in modo che ciascuno provveda a specializzarsi in una qualche produzione, senza tema di essere schiacciato dalla superiorità economica dell’altro contraente.

Ai paesi in via di sviluppo sono anche necessari gli aiuti da parte dei paesi progrediti e c’è da augurarsi per la pace mondiale che tali aiuti siano il più possibile disinteressati e non costituiscano invece pesanti ipoteche per le generazioni future. In ogni caso, lo sviluppo economico di ogni paese può essere assicurato soltanto con una politica economica adeguata.

I paesi sottosviluppati sono quelli che hanno maggiormente sofferto della crisi mondiale: a recessione dei paesi industrializzati, il rincaro del petrolio, la riduzione degli aiuti dall’estero li hanno fatti precipitare in una situazione drammatica.

Il rapporto annuale della Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, pubblicato il 23 agosto 1975, tra l’altro dice che: « per quel miliardo di persone che vive nei paesi meno abbienti — un quarto circa della popolazione mondiale — gli avvenimenti economici dell’anno hanno avuto un solo significato: che i redditi reali non sono aumentati ». « E le previsioni — prosegue il rapporto indicano che il loro reddito reale non potrà aumentare di più dell’1,00% l’anno sino al 1980 ».

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