Teoria del costo di produzione

teoria del costo di produzioneLa teoria del costo di produzione si sofferma sulla considerazione che la moneta metallica, essendo una merce come tutte le altre, subisce un costo per essere prodotta.

Il valore della moneta, perciò, dipenderebbe dal costo di estrazione del metallo prezioso per i paesi produttori di oro e di argento; per i paesi importatori di metallo pregiato, tale valore dipenderebbe dal costo di importazione, cioè dal costo della merce necessaria per l’acquisto del metallo, più i costi aggiuntivi per trasporto, assicurazioni, nolo.

Il costo di estrazione sarebbe, a sua volta, determinato dal costo sostenuto dalla cosiddetta miniera marginale, e cioè la miniera che, per estrarre il metallo, deve subire i più alti costi. Il valore così determinato, per i paesi produttori e per i paesi importatori di oro ed argento, prende il nome di valore normale.

Tuttavia, poiché la merce oro presenta facilità di accumulazione e perfetta omogeneità, è probabile – e l’esperienza ha dimostrato come ciò avvenga – che, in periodi di grande produzione, una parte di metallo venga accantonata (cimiteri dell’oro) in modo che l’esuberante offerta non provochi una diminuzione del prezzo; mentre, in periodi di scarsa produzione, può avvenire la messa in circolazione di una parte di metallo prodotta precedentemente.

Si forma così, accanto al valore normale dell’oro, un valore corrente o effettivo della moneta, che, la teoria del costo di produzione non è riuscita a spiegare se non ricorrendo alla legge della domanda e dell’offerta, ripiegando, perciò, sulle risultanze della teoria quantitativa. Inoltre, la teoria del costo di produzione presenta un campo di applicazione assai limitato, in quanto servirebbe a spiegare il valore della moneta soltanto in un sistema a circolazione metallica e non anche in un sistema cartaceo.

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