La Cina, l’Europa e i pannelli solari

Pubblicato da: Luca M. - il: 07-09-2012 9:01 Aggiornato il: 11-07-2014 11:17

La Commissione europea ha avviato un’indagine per stabilire se si siano verificate esportazioni illegali di pannelli solari da parte della Cina negli ultimi anni.

L’ultimo episodio del conflitto commerciale con la Cina è il risultato della denuncia da parte dei produttori europei di pannelli solari, che a luglio si sono rivolti alla Commissione europea per chiedere un intervento giudiziario. Le aziende europee affermano che i cinesi hanno invaso il mercato europeo vendendo prodotti in perdita per eliminare la competizione. Quest’attività, conosciuta come “dumping” in inglese, violerebbe le leggi di mercato dell’Unione europea. Dal momento che i pannelli solari venduti dalle aziende cinesi hanno un volume d’affari di circa 20 milioni di euro l’anno, la denuncia ha subito ricevuto l’attenzione della
Commissione, che, dopo una valutazione preliminare, ha deciso di lanciare un’indagine più approfondita.

I tempi in cui la Cina era una riserva di manodopera a basso costo sono ormai un ricordo del passato.ì Negli ultimi anni, le aziende cinesi e il governo hanno investito nello sviluppo di conoscenze hi-tech pari a quelle dei Paesi occidentali. In particolare, la produzione di energie rinnovabili è una priorità per la Cina, che ospita 1,3 miliardi di persone. La crescita industriale degli ultimi trent’anni ha creato gravissimi problemi d’inquinamento dovuti alla mancanza di regolamenti industriali, all’uso di veicoli commerciali usati e inquinanti e alla densità abitativa elevata, e per questa ragione molte aziende si sono specializzate
nella “green energy”, fino a esportare i propri prodotti in Europa.

Nel 2011, la Cina ha esportato l’80% dei pannelli solari venduti in Europa, per un valore di 21 miliardi di euro. Si tratta di un mercato in continua espansione, anche grazie alle facilitazioni governative per l’acquisto di pannelli solari, la possibilità di noleggio a lungo termine e le opportunità di risparmio. La Cina è il primo Paese produttore, e il governo statunitense ha già imposto tariffe speciali sulle esportazioni cinesi.

La stampa cinese ha reagito con veemenza alle accuse, prospettando tagli alle importazioni europee qualora la Commissione non rinunci all’indagine e potenziali conflitti diplomatici. Il ministro del commercio cinese ha dichiarato che la decisione della UE avrà effetti negativi non solo sulle relazioni commerciali ma anche sullo sviluppo delle tecnologie per le fonti d’energia rinnovabile. Tuttavia, la Commissione sostiene di essere costretta a procedere dal momento che è stata fatta una denuncia ufficiale. Per il verdetto bisognerà attendere fino a giugno dell’anno prossimo. A quel punto, spetterà ai Paesi dell’Unione decidere come
comportarsi nei confronti dell’esportazione cinese.

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Luca M.

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