I rendimenti dei Tfr superano quelli dei fondi pensione

Pubblicato da: Luca M. - il: 30-07-2008 9:46

Secondo una recente indagine svolta dall’Ufficio Studi di Mediobanca i rendimenti dei fondi pensioni nel 2007 sarebbero stati piuttosto deludenti rendendo la metà rispetto al Tfr.

In particolare sarebbero molto deludenti i risultati dei fondi negoziali, con un utile di soli 163 milioni di euro su un patrimonio di 11,7 miliardi. Significa un rendimento netto dell’1,6%, che va paragonato al 3,1% netto guadagnato invece da chi ha lasciato il proprio Tfr in azienda.

Va peggio ancora per i fondi pensione aperti, ai quali ciascuno può aderire su base individuale, che lo scorso anno sono andati in rosso per 20,6 milioni di euro a causa di 73 milioni di perdite da negoziazione e di spese di gestione per 47,5 milioni, ossia l’1,2% dei 4,2 miliardi di patrimonio.

La sfiducia verso questi prodotti previdenziali sembra però una caratteristica tutta italiana, in controtendenza a quello che succede nel resto del mondo e quindi attribuibile alle caratteristiche specifiche dei nostri operatori.

Non si tratta solo di pregiudizi però, visto e considerato che con l’andamento negativo delle Borse Usa e il calo del dollaro, nel 2007 il sistema dei fondi italiani ha praticamente dimezzato gli utili, passando dagli 11,8 miliardi del 2006 a 6 miliardi.

Il rendimento netto totalizzato dai fondi in esame dalla ricerca è in media dell’1,3%, ben 1,9 punti in meno rispetto al 3,2% che nel 2007 hanno assicurato i Bot a dodici mesi.

Se da un lato però le performance peggiorano è pur vero che i costi di gestione rimangono pari all’1,4% del patrimonio – afferma la ricerca – e anzi nel loro complesso diminuiscono del 9,2% rispetto a una riduzione del patrimonio gestito che è invece del 10,9%.

Se la diciassettesima edizione della ricerca Mediobanca non manca di spunti polemici verso il settore dei fondi gestiti, la Banca d’Italia ha appena reso pubblico il rapporto nel quale prescrive prima di tutto una maggiore autonomia delle società di gestione del risparmio dalle banche che solitamente le possiedono. E la stessa Assogestioni, sotto la presidenza di Marcello Messori, ha lanciato le sue proposte per riformare il settore. Mediobanca, invece, non propone particolari terapie, ma si limita a sottolineare le difficoltà di un’industria che difficilmente – sostiene – riesce a battere i proprio patrimonio, infatti, i fondi italiani puntano sull’azionario solo il 20% del loro patrimonio – una ripartizione che ovviamente dipende dalle scelte effettuate a monte dai sottoscrittori – mentre il peso delle azioni italiane si ferma al 7%

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Luca M.

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