Tutto sulla Tobin Tax

Pubblicato da: MatteoT - il: 01-03-2013 16:43 Aggiornato il: 01-03-2013 14:51

Nella giornata di oggi entra in vigore una nuova tassa, europea. Stiamo parlando della Tobin Tax, che prevede un’imposta dello 0,12% sulle transazioni della giornata effettuate sul territorio italiano. Non tutto, però, sembra andare per il verso giusto. Da subito, infatti, sono emersi non pochi problemi. Vediamoli assieme.

tasse

1) Inizialmente è partita con l’idea di essere una tassa europea o, addirittura, mondiale; tuttavia, però, non verrà applicata da tutti gli stati e, quindi, si metterà in svantaggio alcune piazze rese meno competitive rispetto ad altre. A seguito di questa discrepanza, il timore è di vedere ridursi la fetta di titoli italiani con investitori sempre più intimoriti per la crisi in corso, ma anche per la diffidenza politica scaturita dopo gli esiti della tornata elettorale chiusasi lunedì scorso.

2) Inizialmente la tassa si poneva di argine l’high frequency trading, ossia l’insidioso trading ad alta frequenza che veniva spesso accusato di muovere somme abnormi di denaro, incontrollate ed incontrollabili per la velocità di negoziazione, in rapporto alle entità dei capitali. Il problema del calcolo su migliaia di movimenti, di diversa natura, su diverse piazze internazionali (tra cui molte che la Tobin non la applicano) rischia di rendere complesso e lungo il calcolo che si riferisce alla singola giornata.

3) I benefici che arriverebbero allo stato italiano sarebbero vanificati, se non addirittura resi controproducenti, dalla diminuzione della presenza di investitori.

Veniamo ora ad evidenziare tutte le caratteristiche della Tobin Tax; essa viene applicata a tutte le transazioni per le capitalizzate, sia italiane che straniere, che al 30 novembre 2012 risultavano avere una capitalizzazione di Borsa maggiore dei 500 milioni di euro previsti come limite.

L’unica esclusione riguarda i derivati, che verranno colpiti solamente dal luglio del 2013 e che, a seconda del prodotto negoziato, pagheranno una tassazione differente, che sarà proporzionale non al numero delle operazioni, ma al valore della singola transazione.

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, la Tobin Tax ammonta allo 0,12%; questa percentuale scenderà allo 0,1% nel 2014. Sono colpite le transazioni della giornata, ma per le operazioni compiute over the counter (quindi nei mercati non regolamentati) si arriva allo 0,22% (che scenderà allo 0,2% dal 2014).

Si calcola a seconda del prodotto, si considera il saldo netto di fine giornata e la si applica solo su un eventuale valore positivo rispetto al saldo del giorno prima. Bisogna poi ricordare che si paga su tutte le transazioni ed a pagarla è l’acquirente, mentre sui derivati l’importo graverà sia sui venditori che sugli acquirenti.

Ad essere esenti saranno gli speculatori e i day trader, le operazioni su fondi, i bond, Etf, Etc e Forex, operazioni su società estere e capitalizzate italiane inferiori a 500 milioni.

Per il trading ad alta frequenza, evitando di complicare troppo, si è deciso di “penalizzare” solo quelle operazioni che puntano a veicolare le quotazioni, quindi si tassano con uno 0,2% solo gli ordini annullati o modificati quando il loro numero supera del 60% quello degli ordini giunti a buon fine.

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