Caos Cipro: la Russia nega l’accordo, la Germania apre

Pubblicato da: MatteoT - il: 20-03-2013 16:15 Aggiornato il: 20-03-2013 15:51

Il caos Cipro domina la scena mondiale anche nella giornata odierna. Ieri sera il Parlamento cipriota ha votato contro il prelievo forzoso sui depositi nel Paese. Oggi, invece, sono stati avviati dei contatti con la Russia e la Germania, al fine di evitare che si debba obbligatoriamente ricorrere all’implementazione della tassa una-tantum imposta allo stato dalla Troika.

Economia

Angela Merkel, alle ipotesi di controproposte di Cipro, ha parzialmente aperto. Secondo quanto riporta l’agenzia Dow Jones, la cancelliera si è detta dispiaciuta del voto, ma lo rispetta ed esaminerà le proposte che Cipro avanzerà alla Troika di Ue, Bce e Fmi.

Inoltre “è nostro dovere trovare una soluzione assieme”, ha affermato la cancelliera, ribadendo però che il settore bancario europeo deve esser reso sostenibile e che lo stesso settore deve contribuire a questo recupero di sostenibilità.

Ma per i socialdemocratici responsabile della situazione è proprio il governo tedesco di Angela Merkel. “Il caos è totale”, ha detto il capogruppo parlamentare al Bundestag del SPD, Frank-Water Steinmeier, aggiungendo che responsabili della situazione sono anche i politici europei, che stanno gestendo male la crisi.

Anche il leader del partito, Sigmar Gabriel, ha accusato la cancelliera Merkel di essere corresponsabile della debacle di Nicosia: “il disastro di Cipro porta la sua firma”. E sulla prospettiva di un eventuale aiuto a Cipro dalla Russia ha affermato: “ci inganniamo se continuiamo sul fatto che Cipro sia particolarmente cara alla Russia. Credo sia una speranza sbagliata, che i russi adesso si occupino di Cipro”.

Ed infatti, su quest’ultimo punto, bisogna registrare il fatto che Russia e Cipro non sono riuscite a trovare un accordo sul prestito durante le trattative della mattinata odierna. Cipro ha chiesto alla Russia di Putin di prolungare di altri cinque anni un prestito di 2,5 miliardi di euro che matura nel 2016 e di ridurre al 4,5% il relativo tasso di interesse, in modo da aver a disposizione ulteriori fondi e scongiurare il pericolo del prelievo forzoso. A tutto questo, Cipro, ha chiesto poi altri 5 miliardi di euro in prestito.

“La discussione è stata molto franca, abbiamo evidenziato quanto la situazione sia difficile“, ha detto Sarris. “Continueremo la discussione per trovare la soluzione grazie alla quale speriamo di ottenere sostegno”. Prima dell’incontro, Sarris era fiducioso sull’esito della trattativa ma al termine ha spiegato: “non ci sono state offerte, nulla di concreto”.

Il fatto che l’Unione europea non abbia consultato la Russia sulla proposta di prelievo forzoso sui depositi bancari nelle banche dell’isola, nell’ambito di un piano di salvataggio da 10 miliardi di euro, ha innervosito Mosca.

La tensione resta alta e il presidente Nicos Anastasiades, in carica da un mese, ha riunito i leader di partito e il governatore della Banca centrale nel suo ufficio. Dovrebbe avere colloqui anche con funzionari della Ue, della Bce e del Fmi.

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