5 motivi per investire in Giappone

Pubblicato da: MatteoT - il: 21-04-2013 10:00 Aggiornato il: 19-04-2013 15:42

Il listino di Tokyo, che è già salito da inizio anno del 17,15% (indice Msci Japan in dollari) contro il 7,56% di Wall Street, ha ancora molta strada da fare. Lo sostengono gli esperti del Credit Suisse, che hanno incrementato l’esposizione del loro portafoglio verso il mercato nipponico a spese dell’Europa continentale. Ecco cinque motivi per investire in Giappone.

Economia 3

1) La politica monetaria. Per raggiungere il target del 2% di inflazione, il cambio dollaro/yen dovrà scendere a quota 120 nei prossimi 12 mesi. La Bank of Japan è determinata ad espandere il suo bilancio il doppio di quanto stia facendo la Fed (25% del Pil contro 8% del Pil), mentre la durata media del debito pubblico dovrebbe arrivare a sette anni. Il Loan Support Programme implica infatti un aumento del 60% del credito entro la fine del 2014 rispetto agli ultimi due anni. E con attività estere nette che pesano per circa il 60% del Pil, non ci sono praticamente limiti alla possibilità di stampare nuova moneta, eccetto l’inflazione.

2) La crescita del Pil. La combinazione di politica monetaria espansiva e aumento della competitività all’estero daranno un impulso positivo alla crescita del Pil. Le stime di consensus indicano che il Pil reale 2013 è raddoppiato dai minimi di dicembre e attualmente è intorno all’1,3%. Le previsioni degli economisti della banca elvetica sono di un aumento reale dell’1,4% nel 2013 e dell’1,2% nel 2014, supportato dall’espansione degli investimenti pubblici e dalla crescita degli investimenti immobiliari.

3) Lo spostamento dei portafogli. In vista del nuovo target di inflazione, i fondi pensione e i fondi comuni saranno indotti a modificare l’asset allocation dei loro patrimoni, destinando una maggiore quota al mercato azionario, con un impatto positivo sul listino grazie all’arrivo di mezzi freschi. Attualmente il 56% dei portafogli dei privati è rappresentato dal cash, mentre i fondi pensione hanno solo il 9,7% dei loro asset investiti in azioni.

4) Il potenziale di ristrutturazione. Gli indici di redditività come il roe (return on equity, cioè il ritorno sul capitale) e il roic (return on invested capital, ritorno sul capitale investito) hanno un grande spazio di crescita, visto che sono la metà di quelli statunitensi. La produttività oraria è invece del 30% inferiore a quella in Francia.

5) Le valutazioni sono interessanti. Se si ipotizza un ulteriore calo del 22% dello yen nei prossimi 12 mesi, il potenziale di rialzo del Nikkei è del 20%. Oltre all’aspetto valutario, che gioca a suo vantaggio, la borsa di Tokyo risente di un trend favorevole sul fronte degli utili aziendali, in confronto agli altri mercati sviluppati. Le revisioni al rialzo dei profitti aziendali sono infatti, negli ultimi tre mesi, oltre il 30% del totale, contro percentuali negative nel caso degli Stati Uniti e dei mercati europei. I dieci titoli preferiti dagli analisti del Credit Suisse sono Bridgestone, Hino Motors, Fanuc, Softbank, Canon, Murata Manufacturing, Toshiba, Ms&Ad Insurance, Sumitomo Electric e Mitsui Fudosan.

Fonte: milanofinanza.it

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