Crisi finanziaria: è la cocaina la causa?

Pubblicato da: MatteoT - il: 28-04-2013 10:00 Aggiornato il: 24-04-2013 23:47

Quali sono le cause della crisi finanziari avviata nel 2008 e che, ancora oggi, stiamo vivendo ed affrontando? I motivi sono molti, ma c’è chi avanza una proposta nuova. E se tra le cause della crisi finanziaria ci fosse l’abuso di cocaina tra i grandi manager del settore bancario? David Nutt, psichiatra e neuropsicofarmacologo inglese asserisce ciò durante l’intervista di qualche giorno fa dal Sunday Times.

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La cocaina, spiega il professore, è la droga perfetta per la “cultura dell’eccitazione e del volere sempre di più” che caratterizza il settore bancario. La cocaina, aggiunge, è la droga del “di più”. L’uso della sostanza, ha spiegato in un’intervista il professore, ha reso i banchieri oltremodo sicuri di sé, spingendoli a prendersi rischi eccessivi che sono, almeno in parte, la causa del tracollo finanziario della nostra epoca e del crash della Barings (1995).

Dunque, l’uso di cocaina da parte delle alte cariche finanziarie potrebbe essere una delle cause della crisi dei nostri giorni: “Facendo uso di cocaina, i banchieri ci hanno condotto in questo terribile disastro [economico]”, ha detto Nutt.

Ma chi è David Nutt? E’ un inglese di 61 anni, professore di neuropsicofarmacologia presso l’Imperial College di Londra, ex membro della Advisory Council on the Misuse od Drugs (ACMD), la carriera di Nutt è diventata piuttosto controversa a seguito di alcune pubblicazioni sugli effetti e sulla pericolosità di alcune droghe.

Il suo posto alla ACMD fu revocato nel 2009, quando Nutt pubblicò uno studio in cui sosteneva una scarsa diversità tra i pericoli dell’andare a cavallo e dell’uso di ecstasy, opponendosi alla decisione del governo laburista di aggiornare la classificazione della Cannabis da droga di tipo C a tipo B.

Nutt, poi, insiste su come siano folli ed assurde le leggi che impediscono di sfruttare la sostanza chimica della psilocibina che, invece, potrebbe essere utile ed utilizzabile per curare la depressione. Alla BBC, David Nutt, ha spiegato che una licenza per studiare tale sostanza gli è costata 6 mila sterlina.

Nutt ha detto: “Abbiamo norme che sono vecchie di 50 anni che non sono mai state riesaminate e che ci frenano. Ci impediscono di fare scienza e penso che questa sia una vergogna”. Nutt si batte anche per la depenalizzazione e legalizzazione della Cannabis, sostenendo che una misura del genere ridurrebbe il consumo dell’alcol di almeno un quarto.

“La Cannabis – conclude Nutt – non è sicura, ma in termini di popolazione ritengo che un mercato regolamentato avrebbe un beneficio netto per la salute pubblica. Penso che si ridurrebbe il consumo di alcol di un quarto se si adottasse un modello come quello olandese“.

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