Azioni, bond e valute: i migliori e peggiori dell’ultimo anno

Pubblicato da: MatteoT - il: 30-07-2013 8:32 Aggiornato il: 29-07-2013 21:41

tecnologia

Poco più di un anno fa Mario Draghi pronunciò la celebre frase “la Bce è pronta a fare tutto il necessario per salvare l’euro. E credetemi, sarà sufficiente”. Da allora il sentiment sui mercati finanziari è decisamente cambiato.

Le borse ed i titoli dei Paesi periferici dell’Europa hanno ripreso un deciso trend al rialzo, mettendo a segno brillanti performance. Anche l’azionario americano e quello tedesco hanno registrato record storici, mentre la moneta unica europea è stata la più acquistata nel mercato Forex.

Il forte aumento dell’appetito per il rischio (risk on) ha generato una vera e propria corsa sui bond sovrani europei, in particolare quelli dei PIGS. Il boom dei titoli di stato della periferia europea è stato anche favorito dal lancio del piano Omt (Outright monetary transactions), avvenuto lo scorso settembre 2012, che ha tranquillizzato ulteriormente gli investitori spaventati a tal punto da temere una clamorosa disintegrazione dell’area euro.

La speculazione internazionale, in poco tempo, si è vista tagliare le gambe dagli strumenti messi in campo da Draghi, il quale ha favorito il rally di Borse e bond denominati in euro. Altri strumenti, come le commodity, hanno sofferto molto la congiuntura economica ed il rallentamento della crescita della Cina.

Inoltre, le aspettative di riduzione degli stimoli monetari da parte della FED hanno messo k.o. sia l’oro che l’argento, che fino allo scorso anno erano considerati veri e propri beni rifugio.

Ma in quest’ultimo anno, quali sono stati gli investimenti più redditizi e quelli con performance peggiori? I valori sono stati calcolati da Il Sole 24 Ore alla chiusura del 25 luglio 2013.

In prima posizione ci sono le azioni di banche e assicurazioni (Stoxx financials), che hanno reso il 46,7% (per azioni e bond si considera il calcolo total return). Poi troviamo la borsa di Madrid (Msci Spain) con un 41,7%, la borsa di Atene (Msci Greece) con il 37%, la borsa di Parigi (Msci France) con il 32,4% e la borsa di Francoforte (Msci Germany) con il 31,6%.

La borsa di Milano (Msci Italy) ha recuperato il 29,1%, facendo addirittura meglio dell’azionario americano. L’indice azionario S&P500, che di recente ha toccato nuovi massimi storici, ha guadagnato “solo” il 28,9%. Ottime poi le performance dei titoli di stato europei (con scadenza decennale).

I migliori sono stati i Bonos spagnoli (+29,7%), poi i bond pubblici irlandesi (+25,6%). Il rendimento dei Btp decennali è stato del 22,3%. Sul forex l’euro si è rivalutato del 9% circa sul dollaro americano, tornando ampiamente sopra quota 1,30.

Il dollar index, che identifica un paniere di valute contro dollaro (tra cui euro, sterlina, yen e franco svizzero), ha perso l’1,5%. Gli investimenti meno redditizi sono stati quelli nelle materie prime, in particolare sul rame (-5,3%), sull’oro (-17,6%) e sull’argento (-25,6%). Il petrolio Brent, invece, ha guadagnato il 2,7%, complici le tensioni in Medio Oriente.

I metalli preziosi sono stati venduti a mani basse a partire da maggio scorso, quando è partito un fortissimo trend ribassista sia per l’oro che per l’argento. Da inizio luglio è iniziato un rimbalzo tecnico, che ha visto il metallo giallo recuperare l’8%.

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