Secondo Adusbef oltre 100mila italiani hanno investito in Bond Lehman

Pubblicato da: Luca M. - il: 30-09-2008 8:39

Si cominciano a fare i conti degli effetti del crack della Lehman Brothers sui risparmiatori italiani. I piccoli investitori che hanno in portafoglio investimenti in titoli legati alla Lehman sono «oltre 100.000». È quanto calcola l’Adusbef che punta il dito contro Unicredit e Intesa «che hanno emesso obbligazioni Lehman per 3,2 miliardi di euro» nonostante «la situazione pre-fallimentare fosse sotto gli occhi di tutti». Le stesse banche – sempre secondo il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti – «hanno spinto polizze Index e Unit Linked infarcite di Lehman Brothers».

«Adusbef avvierà – annuncia l’associazione dei consumatori in una nota – anche un’azione civile contro le banche e le colluse autorità vigilanti per l’ennesimo episodio di risparmio tradito. Stimiamo che tra i bond e le polizze, piazzate dalle assicurazioni e dalle banche negli sportelli bancari, i risparmiatori coinvolti nei titoli Lehman, diventati carta straccia, possono superare il numero di 100.000».

Secondo le stime del Codacons, sono invece 40 mila i risparmiatori italiani colpiti dal crack della Lehman Brothers. I risparmiatori rimasti impigliati nel crack della banca d’affari Usa, afferma ancora il Codacons, «ora rischiano seriamente di perdere le somme investite». E «di veder bruciati oltre un miliardo di euro». Secondo l’associazione dei consumatori «a preoccupare non è solo l’esposizione diretta di banche e assicurazioni italiane che hanno acquistato azioni e obbligazioni del colosso americano, ma soprattutto il numero dei clienti che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla banca americana».

L’Fbi indaga sulla crisi dei muti. La polizia federale americana ha avviato una inchiesta su quattro dei principali protagonisti della crisi per capire se ci sono state irregolarità o frodi. L’inchiesta dell’Fbi riguarda Freddie Mac e Fannie Mae, i giganti dei mutui immobiliari; Lehman Brothers, la banca d’affari fallita nei giorni scorsi; Aig, il colosso delle assicurazioni in profonda crisi.

Le inchieste, che sono allo stadio preliminare, sono concentrate sulle istituzioni finanziarie in questione e sui loro dirigenti, è stato precisato. Complessivamente, con le quattro nuove inchieste, quelle legate alla crisi dei mutui sono 26. All’inizio del mese, il direttore dell’Fbi Robert Mueller ha parlato di 1400 persone sotto inchiesta insieme a una ventina di istituzioni finanziarie.

Goldman: arrivano Buffett e i giaponesi. Goldman Sachs cerca capitali per rafforzarsi ed evitare di diventare l’ennesima vittima della crisi dei mutui. ll miliardario Warren Buffett investirà 5 miliardi di dollari nella banca d’affari statunitense e potrebbe raddoppiare la propria partecipazione in ogni momento nell’arco dei prossimi cinque anni. L’investimento in Goldman Sachs sarà effettuato tramite la Berkshire Hathaway, che acquisterà 5 miliardi di dollari di azioni privilegiate “perpetual”, che portano con sè un dividendo del 10%. «Goldman Sachs è un’istituzione eccezionale», commenta Buffet nel comunicato nel quale viene annunciata l’operazione.

Anche Sumitomo Mitsui Financial Group, terza banca giapponese, è pronta a un maxi investimento «di diverse centinaia di miliardi di yen» in Goldman Sachs. Lo anticipa l’agenzia giapponese Kyodo, citando fonti vicine al dossier. Sumitomo lavora all’ipotesi di un investimento da 100-300 miliardi di yen (1-3 miliardi di dollari circa). Sumitomo, secondo fonti vicine al dossier, sarebbe in attesa di una richiesta formale da parte della maison d’affari. Se andasse in porto, l’operazione segnerebbe per la banca nipponica il secondo più corposo investimento in un istituto internazionale in pochissimo tempo, dopo il 2% circa di Barclays acquistato in estate.

Banche centrali in azione. La Banca centrale del Giappone ha immesso nel sistema bancario liquidità per complessivi 1.500 miliardi di yen, pari a 10 miliardi di euro. La Boj è intervenuta per il sesto giorno consecutivo di mercati aperti, nel tentativo di stabilizzare le turbolenze causate dalla bancarotta di Lehman Brothers, portando il totale della liquidità a 14.000 miliardi di yen, pari a quasi 100 miliardi di euro.

La Federal Reserve intanto stringe contratti di currency swap con altre quattro banche centrali del controvalore di 30 miliardi di dollari, nell’ambito del piano di allentare le tensioni sui mercati valutari a breve termine che colpiscono il biglietto verde. Si tratta, si legge in una nota della Fed, di Reserve Bank of Australia, Sveriges Riksbank, Danmarks Nationalbank e della Norges Bank. Gli swap, in particolare, sono di 10 miliardi di dollari l’uno nel caso di banca centrale australiana e svedese, e di 5 miliardi l’uno quanto a istituti centrali danese e norvegese.

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Luca M.

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