Chi ha investito in Index Linked corre rischi

Pubblicato da: Luca M. - il: 30-09-2008 9:20

Il crac di Lehman Brothers mette a rischio 1,5 miliardi investiti da 75.000 risparmiatori sulle polizze agganciate ai listini e garantite dalla banca fallita. Nei guai chi ha prodotti di Unipol, Mediolanum, Generali, Axa, Allianz, Bcc Vita, Assimoco Vita.

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

L’ unica speranza è che le compagnie si mettano una mano sul cuore, e l’altra sul portafoglio. Lo faranno Unipol e Mediolanum, due fra le più coinvolte, che si accolleranno tutte o parte delle perdite accusate dai propri assicurati. Il dissesto di Lehman Brothers provocherà un conto molto pesante per migliaia di clienti che hanno acquistato una polizza vita index linked garantita dalla banca d’affari americana. E si può scommettere sul fatto che la stragrande maggioranza di loro lo ha fatto credendo di sottoscrivere un prodotto senza rischi e a capitale garantito.

Unipol (insieme alla controllata Aurora) riconoscerà alla scadenza il premio versato. Mediolanum, più genericamente, ha dichiarato che farà qualcosa per andare incontro ai propri assicurati.

«Le index linked che hanno come sottostante titoli di Lehman Brothers sono pari in totale a circa 1,5 miliardi di euro, di cui la stragrande maggioranza con rischio a carico degli assicurati — spiega Marcella Frati, director di Nmg financial service consulting, una società di consulenza specializzata nel settore assicurativo —. Calcolando che per questi prodotti il premio medio è di circa 20mila euro, il problema dovrebbe riguardare almeno 70-75mila clienti».

Il conto sarà in ogni caso molto pesante: Superbonus III di Allianz Ras quotava 75,620 euro il 9 settembre: una settimana dopo valeva poco più di un terzo, 28,730 euro. Alcune compagnie, come Axa e gruppo Unipol, hanno comunicato che la quotazione delle polizze che hanno come sottostante Lehman Brothers è sospesa; altre, come Bcc Vita o Assimoco Vita, che potrebbero verificarsi ritardi nella quotazione stessa.

In pratica diventa impossibile (o molto difficile) chiedere il riscatto, vale a dire la risoluzione anticipata del contratto. «Ma questa soluzione non è consigliabile, perché espone a perdite considerevoli — risponde Frati —. Conviene aspettare soprattutto se la scadenza non è ravvicinata”.

In ogni caso, quale che sia l’esito finale, il fallimento di Lehman Brothers è solo l’ultima vicenda che getta un’ombra molto pesante su un prodotto, le index linked, con una diffusione molto ampia: in base ai dati dell’Ania, nei primi sette mesi del 2008 hanno raccolto 5,6 miliardi di euro.

Polizze di nome ma davvero poco di fatto, perché si tratta di prodotti complicati e rischiosi, una scommessa sui mercati azionari con un paracadute che spesso non si apre. E un’indagine conoscitiva avviata ad aprile dall’Isvap aveva evidenziato una novantina di prodotti a potenziale rischio. «Nelle index linked la prestazione finale è agganciata all’andamento di indici di Borsa o di panieri di titoli azionari — spiega Frati —.

La polizza consiste in un’obbligazione strutturata formata da un derivato e da uno zero coupon: il primo garantisce la rivalutazione legata alle performance dell’indice di riferimento, il secondo il rimborso del valore nominale corrispondente al premio versato o l’eventuale rendimento minimo. Nella quasi totalità dei casi le garanzie non sono prestate direttamente dalle assicurazioni, ma dalla società che emette l’obbligazione strutturata. Il pericolo di insolvenza, quindi, è a carico del cliente».

Quello che, appunto, succederà nel crac di Lehman Brothers. «In alcuni casi le index linked possono rappresentare un utile diversificazione — dice Fabrizio Premuti, responsabile assicurativo di Adiconsum — ma devono essere sottoscritte da clienti consapevoli, informati sui rischi e sulla volatilità che le caratterizzano. Oggi i sottoscrittori devono essere avvertiti quando perdono più del 30% rispetto al valore originario: questa soglia dev’essere abbassata, spesso s’interviene quando ormai è troppo tardi».

Prova il trading online con un conto demo gratuito

Piattaforma di TradingVotoRecensioneSito Web
Markets
Markets OpinioniConto demo
24Option
24Option OpinioniConto demo
Fxpro.it
Fxpro.it OpinioniConto demo
IG.com
IG.com OpinioniConto demo
Fibo Group
Fibo Group OpinioniConto demo

Informazioni sull'autore

Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

Lascia un commento

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

E-investimenti.com

E-investimenti.com