I marker mover più influenti sull’Euro

Pubblicato da: TommasoP - il: 06-10-2015 14:26

In questa guida vogliamo presentarvi una selezione completa di quelli che possono essere i marker mover, ovvero gli indicatori economici più influenti nel trading forex ma sopratutto sull’Euro. Di seguito vi indicheremo i marker mover che influenzano i movimenti della moneta unica.

marker-mover

Il problema principale di molti trader forex riguarda la possibilità di sapere in largo anticipo quali possono essere i marker mover più importanti e influenti sul mercato forex, sopratutto quando ci si trova ad operare con le coppie di valute.

Ma cosa sono i marker mover? Rappresentano per il mercato Forex tutte quelle notizie che influenzano in modo positivo o negativo l’andamento del mercato valutario. Bisgna poi anche considerare che nella maggior parte dei casi, le notizie marker mover escono in date e orari ben definiti, consultabili tramite calendario economico.

Per conoscere i marker mover più importanti, basta seguire le centinaia di report economici inerenti al mercato Forex. Dal nostro punto di vista i maggiori e più influenti sono sopratutto i paesi dell’Eurozona.

In quest’ambito, rientrano tutti i paesi dell’Unione Europea i quali fanno parte dell’unione monetaria e sono ben 19. Attenzione perchè non tutti però pubblicano i dati macroeconomici, ovvero quei dati che sono capaci di influenzare l’andamento dell’euro.

U’altra questione molto importante riguarda anche il fatto che Germania, Francia, Italia e Spagna, nel loro insieme costituiscono i 3/4 dell’intero PIL dell’Eurozona. Questo ci sembra già un buon dato di partenza. Nello specifico, vi possiamo dire che Germania e Francia tendono ad avere un peso maggiore per gli investitori rispetto agli altri Paesi. Per tale motivo tutto quello che succede in questi 2 paesi e preso maggiormente in considerazione rispetto ad altri.

Una volta che abbiamo chiarito quali sono i maggiori paesi da tenere sotto controllo, passiamo a vedere quali sono i marker mover da tenere sotto controllo. Tra questi abbiamo:

  1. politica monetaria;
  2. prezzi e inflazione;
  3. fiducia e sentiment;
  4. PIL;
  5. bilancia dei pagamenti;

A questi direttamente dipendenti dagli stati, si aggiungono:

  1. Annuncio sui tassi di interesse BCE;
  2. Conferenza stampa BCE.
  3. Politica monetaria della BCE.

Teniamo a precisare che per quest’ultima categoria, la conferenza stampa è l’evento più importante da tenere sotto controllo in quanto i cambiamenti sui tassi di interesse sono previsti con largo anticipo dal mercato forex.

Vediamo di capirne di più sul comunicato stampa. La struttura del comunicato stampa è divisa in 2 parti:

  1. il discorso preparato;
  2. domande e risposte.

Nel primo punto è il presidente della BCE a fare il punto sulla situazione attuale dei dati macroeconomici dell’Eurozona; nel secondo punto invece, possono intervenire sia giornalisti che utenti i quali assistono alla conferenza. Proprio quest’ultimo punto è il principale fattore che determina la volatilità dell’Euro, in quanto escono fuori tutti i punti che non sono stati trattati nella dichiarazione preparata. Da qui ne deriva la forte volatilità.

La dichiarazione del presidente dellsa BCE, Mario Draghi, può assumere 2 connotati:

  1. Se la dichiarazione sarà hawkish, comporta una forte preoccupazione per l’inflazione che significa in termini economici un aumento dei tassi di interesse, provocando un effetto rialzista sull’euro.
  2. Se la dichiarazione sarà dovish, vuol intendere avere sotto controllo l’inflazione e di conseguenza il rialzo sui tassi tenderà ad essere meno probabile.

Marker mover Euro: prezzi, inflazione, fiducia e sentiment!

Quando parliamo di prezzi e inflazione la prima cosa che ci deve venire in mente è:

  • Focus sull’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona;
  • focus sull’indice dei prezzi al consumo della Germania;
  • focus sull’indice dei prezzi al consumo della Francia.

Sappiamo bene anche che l’inflazione altro non è che un fattore chiave che influenza tutte le valute, per cui anche l’euro. Per questo motivo, quando ci troviamo di fronte ad una situazione in cui vi sono paesi con un alto tasso di inflazione, rispetto ad altri, succede che vi è un deprezzamento della propria moneta in modo che i prezzi dei beni tra i paesi membri rimangano nella media e quasi uguali.

Altro fattore determinante dell’inflazione è l’aumento da parte della banca centrale dei tassi di interesse. Per quanto riguarda la zona euro, per misurare l’inflazione ci si basa sull’indice dei prezzi al consumo come abbiamo anche detto all’inizio del paragrafo.

L’indice sui prezzi al consumo, poi, calcola il prezzo sulla base di un paniere di beni consumato da una famiglia media o che anche sia propensa da li a breve ad acquistare. Non si tengono conto in questi calcoli del prezzo dell’energia e dei prodotti alimentari, in quanto questi ultimi 2 sono molto volatili e possono essere anche influenzati da squilibri tra domanda e offerta. Per fare un esempio, il meteo è un fattore molto incidente sul prezzo dei beni, in quanto ne comporta prevalentemente la produzione dei beni alimentari (grandinate, gelate, nevicate, ecc…).

Per tanto, nel mese in corso al nostro investimento, consigliamo di sfruttare al massimo gli indicatori sull’inflazione dei diversi paesi in modo tale da comprendere quale sarà il risultato finale nel mese in cui stiamo investendo.

Ancora, altro fattore determinante nella valutazione delle condizioni economiche dell’Euro zona è il report sulla fiducia e sul sentimento dell’economia. Questi devono essere tenuti sotto controllo costantemente.

In questo caso il miglio modo per essere aggiornati è seguire l’indice ZEW tedesco il quale viene pubblicato con cadenza mensile. Il sondaggio viene svolto su un campione di 350 esperti del campo finanziario, in cui esaminano l’economia su un arco temporale di medio termine, dal quale otterremo delle risposte:

  • positive;
  • nessun cambiamento;
  • negative.

Sulla base di questo schema a risposta molto semplice e veloce, si basa l’indice ZEW il quale permette di riflettere le posizioni degli economisti. Queste sono calcolate sul medio termine e possono essere:

  1. ottimiste;
  2. pessimiste.

Gli analisti dunque fanno delle previsioni sui marker mover più importanti, in base ai risultati dell’indicatore. Successivamente vengono confrontati i dati ottenuti con quello dell’indice ZEW. Il risultato ottenuto, se supera di gran lunga le aspettative si avrà un effetto rialzista sull’Euro; in caso contrario, ribassista; ovvero:

  • risultato sull’indice ZEW sopra lo zero equivale ad ottimismo;
  • un risultato al di sotto dello zero, equivale a pessimismo.

Marker mover, Euro: aspetti positivi e negativi del PIL sulla crescita economica

In questo caso, il nostro focus si sposterà sul PIL sia dell’Euro zona nel complesso e della Germania in modo particolare.

I dati marker mover da tenere sotto controllo sono i dati inerenti la pubblicazione della crescita economica complessiva dell’Euro zona. Infatti sappiamo bene che la crescita economica rispecchia la salute di un’economia solida e pura misurata dal prodotto interno lordo (PIL) e di conseguenza un aspetto positivo per l’Euro e quindi un maggiore apprezzamento nei confronti delle altre valute.

I dati relativi al PIL dell’Euro zona ha cadenza trimestrale, e viene pubblicata dall’Eurostat con un ritardo di 2 mesi rispetto al periodo di riferimento. In questo caso, i dati raccolti non li possiamo considerare come dei marker mover volatile, ma al contrario, non hanno il potere di sorprendere e infastidire i mercati.

Gli analisti si basano su altri strumenti utili per misurare la forza dell’economia, in questo modo riescono a prevedere con largo anticipo il risultato del PIL in quanto è un fattore economico molto influente si mercati e la sua pubblicazione tende ad influenzare il mercato valutario.

Marker mover, Euro: bilancia dei pagamenti

Infine, l’ultimo aspetto dei marker mover che dobbiamo considerare è la bilancia commerciale dell’Eurozona e il saldo delle partite correnti. Quest’ultimi rappresentano uno dei 3 conti che compongono la bilancia dei pagamenti di un paese.

I 3 elementi principali sono:

  1. saldo delle parti correnti;
  2. conto finanziario;
  3. conto capitale.

Il rapporto dunque esistente tra queste 3 variabili misura la variazione di interazione che c’è tra un Paese e gli altri in merito alla bilancia commerciale e ai pagamenti. Questo rapporto è pubblicato mensilmente.

Per comprendere al meglio e interpretarlo in modo corretto, bisogna tenere presente che in un Paese, un surplus delle partite correnti, equivale a un maggiore capitale in entrata nei confronti di quelli in uscita, presenti e future. Per questo motivo, l’impatto sulle valute è maggiormente positivo. Solitamente questo fenomeno si verifica nel caso in cui le esportazioni superano le importazioni.

Al contrario, invece, un deficit sulle partite correnti lascia intendere che il capitale finanziario in uscita è maggiore di quello in entrata e di conseguenza si ha un fenomeno negativo per la valuta. Quindi si ha una svalutazione.

Infine vi lasciamo con un consiglio; essendo che Germania e Francia rappresentano i 2 Paesi maggiori all’interno dell’U.E., è utile considerate e concentrarsi sul dato dello stato dei conti di questi 2 paesi per avere un confronto diretto e tempestivo di marker mover.

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