Come risparmiano gli Italiani prima e dopo la recessione

Pubblicato da: TommasoP - il: 19-10-2015 9:34 Aggiornato il: 19-10-2015 15:30

In questo articolo troverete un’analisi attenta del budget degli italiani dopo il noto default economico mondiale. Il risparmio è uno degli elementi indispensabili per gli italiani, frutto di sacrifici e di aspettative per il futuro.

Purtroppo o per fortuna, negli anni si sono avuti notevoli cambiamenti, anche di obbiettivi e sulla base di questi, oggi la famiglia si ritrova a decidere di accantonare una parte del proprio stipendio mensile.

onlinesim

Dall’ormai lontano 2007, da quando si è iniziata a sentire la crisi economica mondiale che ha scosso non solo l’Italia ma l’intero pianeta, si sono susseguite delle conseguenze abbastanza gravi:

  1. il potere d’acquisto è calato;
  2. la serenità dei cittadini si è notevolmente affievolita;
  3. i consumi sono crollati, ecc.

Una crisi economica mondiale lascia poco spazio alle opportunità e porta tutti a pensare che non ci sia più niente da fare. Un cambio di rotta positivo che ci fa ricredere è la ricerca realizzata dall’ISTAT, dove emerge una propensione degli Italiani al risparmio, una differenza sostanziale rispetto agli altri cittadini europei.

L’analisi mostra come migliori la fiducia degli italiani nei confronti dei consumi e come cambia il modo in cui si decide di utilizzare i propri risparmi. E’ noto infatti come gli Italiani hanno ricominciato non solo a togliersi degli sfizi, ma come anche ci si dedica all’investimento online (vedi OnlineSim.it) per avere importanti ritorni economici nel medio e lungo termine. Questa percezione però al momento si rileva alquanto cauta nei confronti delle famiglie che hanno un atteggiamento un po’ meno prudente rispetto al passato in merito alle decisioni di spesa.

Che mutamenti ha subito il risparmio nella fase pre e post recessione?

Prima della crisi, prima ancora che le borse di tutto il mondo crollassero, perdendo oltre 31 mila miliardi nel giro di qualche mese, ma soprattutto prima che il governo Americano decidesse di non salvare la banca d’affari Lehman Brothers, tutti gli Italiani risparmiavano per togliersi dei grandi sfizi come:

  1. cambiare macchina;
  2. cambiare o acquistare una nuova abitazione;
  3. ristrutturare casa;
  4. ecc.

Con l’arrivo della crisi purtroppo questi bisogni per così dire secondari sono stati messi da parte.
Secondo il nostro punto di vista gli italiani al momento stanno cercando di risparmiare il più possibile attraverso un piano di accumulo dei fondi; questi sono degli strumenti i quali permettono di costruirsi un patrimonio un poco alla volta, che non tiene conto dell’andamento dei mercati nel breve periodo. Lo possiamo definire come un investimento a rate”. (Federico Taddei Amministratore Delegato di Online Sim).

Ci abbiamo creduto sin dal principio in questo nostro progetto, riscontrando grandi successi e la nostra clientela oggi ci ripaga rispondendo positivamente alle nostre proposte, riscontrando un aumento per non dire un raddoppio del numero di conti con Piani di accumulo attivi. Dal 2007 ad oggi, l’attenzione al modo in cui si spende è cresciuta notevolmente aiutando gli Italiani a dare un senso alle spese. Non stiamo parlando di consumi legati alla vita quotidiana come giornalieri, tempo libero, agli aiuti domestici, all’acquisto della casa e della macchina, ecc ma proprio di come si razionalizzano le risorse sui generi alimentari.

Oggi, possiamo dire che siamo quasi fuori dalla crisi, ma dobbiamo anche considerare che questa fase così difficile e delicata non ha solo cambiato le materie prime utilizzate dagli italiani in cucina, ma anche le abitudini. Si fa molta più attenzione allo spreco, andando a controllare tutto, dalle porzioni giuste, alle ricette molto più semplici e veloci in modo da utilizzare pochi e semplici ingredienti, andando a scegliere i prodotti legati al proprio territorio scegliendo anche i mercatini a km 0.

Anche risparmiare oggi giorno è diventata una necessità per l’italiano medio, il 3% in più degli italiani lo considera indispensabile, anche se le motivazioni sono totalmente differenti come:

  • fare sacrifici per riuscire ad acquistare la prima casa;
  • per far studiare i propri figli;
  • ecc.

Purtroppo oggi ancora si contano i danni di questa crisi con un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 47%, ma per fortuna a detta degli economisti si incominciano ad intravedere dei segnali positivi ed una luce in fondo al tunnel.

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