Quando valgono le garanzie del fondo interbancario per la tutela degli investitori

Pubblicato da: Luca M. - il: 07-10-2008 6:27

Non per tutti i rapporti di investimento vale la tutela del Fondo interbancario.

Esaminiamo in questo articolo quali garanzie si possono avere per chi ha i propri soldi investiti in Conti cointestati, bond, Poste, pronti/termine.

Non sono solo i depositi bancari infatti ad essere tutelati dal fondo interbancario.

Premesso che i depositi sono tutelati fino a 103.000 euro grazie al Fondo interbancario di garanzia, vogliamo sapere cosa accade, invece, agli investimenti fatti allo sportello, come pronti contro termine, o agli investimenti in titoli di Stato e in obbligazioni? E nel caso di prodotti postali, cosa accade?

Ecco spiegate tutte le tutele previste dalla legge.

In caso di più conti e di conti cointestati: Il fondo di garanzia prevede una tutela di 103.291,38 euro per depositante. Il che significa che se si hanno più conti in uno stesso istituto per l’applicazione del livello di copertura si procede a cumulare i depositi dei vari conti, e la somma garantita è comunque pari ai 103 mila euro previsti e nulla di più. In caso di conti cointestati, invece, ciascuno degli intestatari ha diritto al rimborso fino ad un massimo di 103.291,38 euro. Ai fini del calcolo si applica la Direttiva 94/19/CE, in base alla quale un conto congiunto deve considerarsi ripartito in proporzioni uguali tra i depositanti, salve specifiche disposizioni. Se invece i conti intestati alla stessa persona sono in banche diverse, per ognuno vale il limite dei 103 mila euro con le modalità di cui sopra.

Investimento in titoli e patrimonio della banca: Per quel che riguarda invece gli investimenti allo sportello non c’è nessuna garanzia automatica fornita dall’istituto di credito. I vari dossier titoli, infatti, non confluiscono nel patrimonio della banca che quindi, anche in caso di liquidazione, resta distinto rispetto agli investimenti effettuati. Così chi ha comperato Bot o qualunque altro titolo di Stato, come pure chi ha sottoscritto azioni o obbligazioni di altre società, resterà sempre proprietario dei titoli acquistati e quindi non avrà nulla da temere. Il proprio portafoglio titoli, in sostanza, non subirà alcun tipo di ripercussioni dall’andamento dei conti della banca, in quanto la banca funge solo da “parcheggio” ma non può in alcun modo movimentare titoli che non sono suoi.

Gli investimenti in obbligazioni e il fallimento della banca: Guardando al proprio dossier titoli, perciò, si deve considerare solo il rischio dell’emittente dei titoli stessi. Nel caso delle obbligazioni, che sono un titolo di debito con rimborso del capitale garantito, i titolari, a fronte del fallimento della società emittente, hanno il diritto di partecipare, con gli altri creditori, alla suddivisione dei proventi derivanti dal realizzo delle attività della società. Quindi se le obbligazioni sottoscritte sono state emessa dall’istituto di credito è alla solidità dell’istituto che bisogna guardare per stare tranquilli. Se sono titoli di altri emittenti, occorre invece monitorare la singola società sapendo che in caso di fallimento della banca si resterà comunque proprietari di quei determinati titoli.

Nessuna garanzia sui Pronti contro termine: Un caso del tutto diverso, invece, è quello dell’investimento in pronti contro termine. Con questo tipo di operazioni, infatti, si prestano dei soldi alla banca che in cambio di questo mette a garanzia dei titoli che possiede. Chi li sottoscrive acquista un pacchetto di titoli “a pronti” che la banca si impegna a riacquistare “a termine” ad un prezzo più elevato. In questo caso il rischio non risiede nel valore o nella tipologia dei titoli sui quali si effettua l’operazione, dato che la banca garantisce comunque il riacquisto alla data e al valore stabiliti qualunque sia l’andamento del titolo sul mercato e quindi il suo valore in quel determinato momento, quanto piuttosto nella situazione della banca. Infatti – come peraltro dovrebbe risultare in tutti i contratti di questo tipo – le operazioni di pronti contro termine non rientrano tra le forme di raccolta coperte dalla garanzia del Fondo interbancario. Di conseguenza se la banca fallisce i soldi investiti sono persi per sempre. Inoltre è possibile ottenere il rimborso anticipato delle somme investite nei Pct solo nel caso in cui sia espressamente indicato nel contratto di acquisto. Non si deve, dunque, valutare quale sia il pacchetto di titoli oggetto dell’operazione quanto piuttosto lo stato di salute dell’istituto di credito per sapere se l’investimento può essere o meno considerato al sicuro.

I Buoni postali sono completamente garantiti dallo Stato e quindi del tutto al riparo da qualunque turbativa del mercato. E’ vero che Bancoposta non aderisce al Fondo interbancario di garanzia, ma solo perché tutti i prodotti postali come i Buoni sono garantiti dallo Stato. Lo stesso vale, ovviamente, per i depositi: Poste spa, infatti, è una società pubblica controllata dal ministero dell’Economia.

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Luca M.

Appassionato di Investimenti nel trading Online, Borsa, Trading Forex e Opzioni Binarie

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