Dove non investire oggi: errori da evitare negli investimenti

Pubblicato da: EnzoL - il: 27-11-2016 15:19

La crisi finanziaria attuale ha rimescolato le carte in tavola. Se fino a prima della crisi dei subprime la domanda ricorrente di tutti gli investitori era dove e come investire oggi, negli ultimi anni la prospettiva è cambiata. E’ ovvio che chi è alla ricerca di occasioni di investimento si chieda sempre se investire in quel modo conviene o meno ma è anche evidente che oggi si è portati a farsi anche la domanda opposta: dove non investire oggi? Ci sono dei tipi di investimenti che sono da evitare?

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La presenza stessa di questi interrogativi è sintomatica di come le prospettive siano mutate. La crisi finanziaria, infatti, ha determinato una contrazione dell’attitudine al rischio. Per farla breve la maggior parte degli investitori ha oggi più paura rispetto al passato. Le cause di questo peggioramento del quadro sono molteplici e interessano relativamente. Quello che importa è che negli ultimi anni in tanti si chiudono dove non investire oggi e lo fanno per paura di perdere tutto. In questa guida andremo ad indicare gli asset peggiori su cui investire oggi. Nell’elenco sono indicati quegli investimenti sconsigliati e da evitare. 

Precisiamo che il nostro è semplicemente un giudizio di valore assolutamente sindacabile.

Investire oggi in fondi comuni conviene?

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Quando si parla si parla di dove non investire oggi il pensiero va subito ai fondi comuni. Sono tantissimi, infatti, gli investitori, che si chiedono se conviene oggi investire in fondi comuni o meno. In una classifica sulla fiducia verso i vari strumenti finanziari, i fondi comuni sono collocabili nelle retrovie. Sia nel caso di fondi azionari che nel caso di fondi obbligazionari, è il rischio default a incombere, e neppure poco, su questi prodotti. Ma concretamente perchè quando ci si chiede dove non investire oggi, il pensiero va ai fondi comuni?

La risposta è nel meccanismo di funzionamento di questi prodotti. I fondi, infatti, sono gestiti dai cosiddetti gestori e depositati presso le banche. Ovviamente i fondi non sono statici nel senso che dopo la loro attivazione vengono impegnati in attività speculative. Operativamente è questo che garantisce il rendimento dei fondi comuni. Purtroppo assieme al rendimento ci sono anche forti rischi e, soprattutto negli ultimi anni, la possibilità di imbattersi in titoli tossici. Se oggi quindi è consigliabile non investire in fondi comuni è perchè il modo di funzionamento di questi strumenti è troppo complesso per essere tenuto sotto controllo. In linea di principio, infatti, quando si decide di investire in un fondo comune è necessario tenere d’occhio sia la banca dove il fondo è depositato che l’emittente stesso degli assets che compongono il fondo.

Paradossalmente è più semplice monitorare la banche che spezzoni dello stesso fondo che potrebbero anche fare riferimento a paesi lontani. Se proprio vogliamo essere precisi sul dove non investire oggi, dovremmo puntare il dito sui paesi esotici e anche su alcuni paesi un tempo considerati emergenti. Queste considerazioni valgono sia nel caso di fondi azionari che nel caso di fondo obbligazionari.

Obbligazioni bancarie rischi

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Il settore bancario non sta attraversando un bel periodo. E’ probabilmente per questo motivo che quando si parla di obbligazioni bancarie si preferisce cambiare subito discorso. I bond bancari, e, in modo particolare i titoli strutturati, compaiono molto spesso nella guide sul dove non investire oggi. La normativa sul bail-in approvata a livello europeo nonchè la questione dei crediti deteriorati per quello che riguarda l’Italia nello specifico, hanno allontanato dai bond tanti risparmiatori. Con le obbligazioni bancarie abbiamo assistito ad un vero e proprio cambio di rotta. Fino a pochi anni fa, infatti, i bond emessi dalle banche offrivano rendimenti molto interessanti garantendo un alto livello di sicurezza. Obbligazioni bancarie, BOT, BTP e immobili erano considerati i quattro pilastri dell’investimento degli italiani.

Questa visione è ufficialmente tramontata. Oggi, quando ci si chiede dove non conviene investire, si pensa subito a questi strumenti. La colpa è stata in primo luogo del taglio dei tassi di riferimento. Con i tassi praticamente allo “zero”, infatti, questi strumenti di investimento hanno perso appeal. Nel caso delle obbligazioni bancarie, poi, si sono aggiunti ulteriori rischi a partire da quelli legati alla tenuta degli istituti stessi. Ovviamente ci sono banche e banche e mai fare di tutta l’erba un fascio anche quando ci si chiede dove non investire oggi.

Per quello che riguarda le obbligazioni da analizzare molto attentamente sono quelle che hanno le piccole banche popolari come emittenti. I recenti casi dimostrano come proprio da lì siano arrivati i maggiori problemi. Prima di sottoscrivere obbligazioni bancarie, comunque, è sempre necessario andare a guardare oltre il semplice rating assegnato dalle agenzie. Il giudizio degli analisti, infatti, poteva andare bene per un’epoca che non c’è più. Oggi è decisamente meglio fare da soli.

6 domande da farsi prima di comprare obbligazioni bancarie

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Prima di sottoscrivere un’obbligazione bancaria è bene approfondire alcuni aspetti. Solo così si possono evitare spiacevoli sorprese:

  • Che tipo di obbligazione bancaria viene proposta? I bond, infatti, non sono tutti uguali e le regole sul bail-in non ammettono ignoranza
  • L’obbligazione bancaria è oggetto di quotazione?
  • Come viene calcolata la cedola offerta dal bond?
  • Quale è la differenza tra il rendimento dell’obbligazione e quello dei titoli di stato italiani?
  • Quali sono le condizioni dell’ente emittente? Buona regola vuole che per rispondere a questa domanda si vadano a guardare anche i bilanci della banca
  • Quale è il rating sull’obbligazione e sull’emittente

E’ consigliabile non essere frettolosi nell’analisi della banca e dell’obbligazione. Come affermano tutti i maggiori investitori, infatti, questa non è più l’epoca in cui si può ammettere ignoranza o non conoscenza. E’ quindi necessario avere quante più informazioni possibile. Inoltre se non si è certi della propria scelta è sempre meglio volgere lo sguardo verso altri tipo di investimento.

Investire in titoli di stato oggi conviene

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I titoli di stato sono il secondo pilastro di quello che un tempo era il portafoglio tipico dell’italiano medio. La maggior parte dei lavoratori italiani, infatti, era solita puntare sui titoli di stati italiano che erano capaci di offrire buoni rendimenti e rischi praticamente pari a “zero”. L’investimento in titoli di stato era anche un effetto di quel legame psicologico che per tanti anni ha unito gli italiani al loro Stato. In altre parole chi investiva in titoli di stato era perfettamente consapevole di partecipare in questo modo alla crescita dell’Italia, guadagnandoci anche.

Oggi di tutto questo quadro idilliaco non resta praticamente nulla. Da un punto di vista psicologico, infatti, il legame tra stato e popolo si è polverizzato mentre, da un punto di vista economico, i rendimenti dei titoli di stato sono crollati. Che vantaggi ci possono quindi essere oggi nel comprare titoli di stati italiani? Sia nel caso di BOT che nel caso di BTP, CTZ e CCT le perplessità e i dubbi da parte degli investitori sono molto aumentati negli ultimi tempi.

Con i titoli di stato italiani non siamo nel capitolo relativo al dove non investire oggi ma nel capitolo se ha senso oggi questo tipo di investimento. Come hanno mostrato le aste degli ultimi anni, infatti, guadagnare con i titoli di stato è praticamente impossibile. I rendimenti ossia il profitto si è talmente assottigliato che, spesso, si sfiora anche il paradossale rendimento negativo. Ovviamente il rischio che l’emittente fallisca resta sempre praticamente nullo ma chiedersi se il gioco vale la candela è diventato un obbligo.

Il discorso fatto per i titoli di stati italiani vale anche per i bond degli altri paesi. Ovviamente decidere se investire in titoli di stato italiani è strettamente legato a quelle che sono le proprie esigenze. Nonostante i bassissimi rendimenti offerti, infatti, sono ancora in tanti a comprare titoli di stato italiano attratti dalla garanzia di sicurezza. I bond italiani non sono quelle della Grecia e l’Italia non è mai stata come la Grecia. I titoli di stato italiani sono infatti assolutamente sicuri.

Conti deposito convengono?

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Non deve affatto stupire trovare anche i conti deposito in questa guida su dove non investire oggi. Per tanti anni i conti deposito, sia liberi che vincolati, sono stati un porto sicuro per gli italiani. Addirittura quando si parlava di investimenti più convenienti in tanti indicavano proprio i conti deposito.

La convenienza dei conti deposito è stato a lungo determinata da una serie di fattori convergenti. Accanto ai rendimenti interessanti e all’oggettiva sicurezza del prodotto, infatti, i conti deposito erano preferiti anche per la loro estrema semplicità di utilizzo. Operativamente parlando, infatti, aprire un conto deposito è semplicissimo. Prima dell’avvento di internet, infatti, era necessario recarsi alla propria banca di fiducia e sottoscrivere l’apposito modulo. Con i conti deposito online tutto è diventato ancora più semplice. Tantissime banche, infatti, hanno lanciato offerte interessanti. Nell’epoca del web i conti deposito sono stati caratterizzati da rendimenti ancora più convenienti, possibile grazie all’abbattimento delle spese. E’ così inizia la caccia al migliore conto deposito e sono nati siti che confrontano le varie offerte.

Abbiamo fatto tutta questa premessa per evidenziare che a fronte di un aumento dell’offerta, i conti deposito liberi e vincolati hanno iniziato a perdere di mordente. Se oggi investire aprendo un conto deposito non è più vantaggioso come un tempo è perchè i rendimenti offerti hanno spesso di essere interessanti. Tutto questo è avvenuto a causa dell’incremento della tassazione e della politica tassi zero in vigore in Europa. La fine dei tempi dorati dei conti depositi è stata anche causata dalle crisi con cui le banche si sono trovate a fare i conti.

Buoni fruttiferi postali convengono?

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I conti deposito sono spesso stati associati ai buoni fruttiferi postali. Per tanti anni, infatti, buoni fruttiferi, titoli di stato e conti deposito sono stati ai vertici dell’investimento degli italiani. Come gli altri prodotti, anche i buoni fruttiferi postali hanno goduto del mix miracoloso tra alti rendimenti offerti e massima garanzia. Se in questi ultimi anni i buoni fruttiferi postali compaiono nelle guide su dove non investire oggi, è perchè i rendimenti di questi prodotti sono calati notevolmente. I buoni fruttiferi continuano ad avere la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti e continuano ad essere molto sicuri, ma rendono poco.

Per avere un’idea di quello che afferiamo basta fare un confronto con i Buoni Fruttiferi Postali di un tempo. I rendimenti dei prodotti lanciati tanti anni fa, infatti, sono semplicemente non confrontabili con quelli delle più recenti serie di buoni fruttiferi.

Investire in azioni oggi è rischioso

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Un tempo investire in azioni veniva considerata un’attività molto remunerativa. Titoli di settore molto doversi tra loro erano in grado di offrire rendimenti interessanti e le stesse cedole erano decisamente consistenti. Sotto questo punto di vista, investire in azioni veniva quasi considerata un’opzione di prestigioso. Anche in questo caso la situazione è peggiorata e investire in azioni oggi non è più sicuro come un tempo.

Per aver la prova di quello affermiamo basta andare a guardare agli storici delle quotazioni delle più importati azioni. Rispetto a prima dell’arrivo della crisi finanziaria, i maggiori titolo azionari italiani hanno subito ribassi di prezzo molto consistenti. Il crollo della quotazioni ha riguardato tutti i bancari ma anche tanti industriali. Accanto al crollo delle quotazioni c’è stato poi anche un declino dei dividendi. Le azioni figurano quindi nell’elenco su dove non investire oggi? 

Una risposta netta a questa domanda non può essere data. Ci sono infatti azioni che continuano ad essere interessanti ed altre che sono assolutamente da evitare. Un peso non indifferente nella scelta delle azioni su cui investire dipende anche da quella che è l’ottica dell’investimento. Alcuni titoli, infatti, consentono di realizzare guadagni interessanti nel breve periodo mentre altri portano un profitto solo nel lungo periodo. Ovviamente investire in azioni nel breve termine o nel lungo termine deriva da quelle che sono le esigenze personali. Tenere parcheggiata per mesi su un titolo una certa somma di denaro non è certamente alla portata di tutti. Non solo. Oggi, infatti, non sta scritto da nessuna parte che un titolo tenuto per un anno in portafoglio determini un sicuro vantaggi.

6 errori da non fare quando si investe in azioni

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Investire in borsa non è un gioco e si pensa di poter guadagnare comprando azioni in modo quasi automatico allora si parte con il piede sbagliato. Ci sono alcuni errori che sono tipici di chi investe in borsa per la prima volta ed altri che caratterizzano anche gli investitori più esperti. Vediamo nel dettaglio.

  • Decidere di investire in Borsa perchè si ha bisogno di soldi. Comprare azioni non è un’attività che determina reddito certo, anzi il rischio di perdere quel poco che si ha è altissimo
  • Investire in borsa utilizzando risorse sottratte a capitoli di spesa quotidiani. E’ consigliabile comprare azioni solo se si ha la disponibilità di una somma di cui si può fare a meno.
  • Comprare azioni con superficialità e solo perchè attratti dal rally che quella specifica azione ha messo a segno. Le azioni da comprare vanno studiate prima
  • Investire in borsa senza conoscere se stessi. Esiste tutto un filone che analizza la psicologia dell’investitore e la sua capacità di sostenere anche situazioni difficili
  • Investire in borsa senza reali motivazioni ma giusto per provare. Comprare azioni non è mai stato un gioco, figuriamoci adesso!
  • Investire in borsa senza mettere in conto di dover cambiare strategia laddove le circostanze lo richiedessero. Questo errore riguarda soprattutto gli investitori con una certa esperienza alle spalle che perseverano nel compiere sempre gli stessi errori. Se si sceglie di investire in azioni l’autocritica è essenziale.

Forex & Cfd trading conviene

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Il trading di Cfd viene ritenuta una scorciatoia rispetto al tradizionale investimento in Borsa. A differenza del normale acquisto di azioni, il trading di Cfd non rientra neppure marginalmente nel capitolo relativo a dove non investire oggi. Possiamo anzi affermare che il trading di Cfd sia lo strumento attraverso il quale è possibile superare i limiti e le problematiche che emergono nel caso di acquisto tradizionale di azioni (ossia mediante banche e Società di Gestione del Risparmio). Questo avviene perchè con in  Cfd è possibile scommettere su intervalli di tempo molto brevi. Tutte le migliori piattaforme di Forex & Cfd trading, infatti, permettono di aprire posizioni che possono durare anche solo pochi minuti.

Ma i vantaggi non si fermano qui. Attraverso i Cfd, infatti, sia può puntare sia sull’aumento che sulla diminuzione del prezzo del sottostante. Un trader, quindi, restando comodamente dinanzi al suo computer, può scommettere sull’aumento di prezzo dell’azione X o sulla sua diminuzione. Se la previsione è esatta si guadagna anche con un calo della quotazione. Alla luce di questa caratteristica i Cfd consentono, paradossalmente, anche di guadagnare su azioni dai corsi disastrosi.

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5 errori da non fare nel Cfd Trading

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Come nel caso dell’acquisto tradizionale di azioni, anche con il Forex & Cfd Trading è necessario avere un approccio responsabile prima di mettersi all’opera. I Cfd non sono un gioco e pensare che un assets si muova per caso in una direzione è completamente errato. Ma non si tratta solo di questo. Gli errori che spesso si fanno quando si fa trading sono più di uno.

  • Iniziare a fare trading direttamente con un conto reale e senza conoscere la piattaforma che si va ad utilizzare. I migliori broker di Forex & Cfd Trading mettono a disposizione i conti demo che replicano la normale attività di trading in modo virtuale. I conti demo consentono al trader di prendere confidenza con la piattaforma evitando di fare i cosiddetti errori tecnici.
  • Approcciarsi al mondo del trading di Cfd con la convinzione che siano solo le notizie a muovere un assets. Nel caso del Forex e dei Cfd sono soprattutto i grafici e quindi l’analisi tecnica a suggerire la direzione sopratutto se il range di tempo è brevissimo.
  • Iniziare a fare trading di Cfd senza un piano di azione ossia una strategia. Nessuno nasce esperto trader ma impiegare a casaccio il proprio capitale è una scelta suicida.
  • Cavalcare le perdite e chiudere i profitti. L’impulso è il cattivo consigliere del trader. Molto spesso, infatti, si è portati a chiudere un trade quando si sta guadagnando e restare con la posizione aperta nel caso di una perdita. In entrambi i casi una scelta simile si traduce in perdite.
  • Fare Forex & Cfd Trading senza continuità. Il trading non è una lotteria e non è possibile pensare di aprire una volta una posizione e realizzare il guadagno della propria vita. Serve continuità e perseveranza.

Investire in derivati, opzioni, covered  warrant

derivati

Derivati, opzioni e covered warrant sono il lato più nascosto e discutibile della finanza. Questi tre termini fino a prima della grave crisi dei sub-prime erano noti soli agli addetti ai lavori. Con lo scoppio della bolla, però, il bubbone è venuto allo scoperto. Tanti enti pubblici ma anche tanti semplici investitori si sono ritrovati titolari di strani prodotti di ingegneria finanziaria. Sono allora iniziate le proteste contro quelle che sono state come le malefatte delle banche. Al di là dei casi specifici, l’accusa è partita sempre da una sola origine: i risparmiatori hanno accusato i loro istituti di aver venduto loro prodotti tossici e senza alcuna informazione.

Tutto vero, ovviamente. E’ proprio alla luce di quello che avvenne in passato che derivati,  opzioni e covered warrant rientrano a pieno titolo nella guida su dove non investire oggi. Tutti questi strumenti, infatti, presentano una complessità tale che possono essere utilizzati solo da investitori esperti. L’italiano medio non è un esperto in finanza.

Dove non investire oggi: conclusioni

investire-oggi

In questa guida sugli investimenti abbiamo adottato un approccio inverso e fuori dal comune. Invece di suggerire dove investire abbiamo fornito spunti e consigli su dove non investire oggi. I consigli che abbiamo dati sono tutti adatti al breve termine. Questo significa che non sta scritto da nessuna parte che tra un paio di anni il quadro possa cambiare. Un evoluzione in positivo, per quanto poco probabile, è comunque possibile.

Al di là del singolo spunto fornito in questa guida su dove non investire, il consiglio generale è quello di essere molto prudenti. Il quadro di fondo, il cosiddetto contesto, infatti, è talmente cambiato che oggi di sicuro non c’è praticamente nulla. Il tempo della fiducia a occhi chiusi è finito e, sopratutto se di mezzo stanno le banche, è sempre bene avere un approccio molto prudente. Paradossalmente gli strumenti di più facile utilizzo per investire sono quelli di auto-gestione come i già citati Cfd

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