Profilo di rischio bancario investitore (mifid): cos’è? Come difendersi dalle banche?

Pubblicato da: TommasoP - il: 06-12-2016 17:28

Per renderci conto di quelli che sono i rischi che oggi corriamo quando parliamo di investimenti, dobbiamo innanzitutto capire come le banche lavorano. Sulla base di questa riflessione, è nata la voglia di stilare una guida proprio a tutela di tutti i consumatori, di tutti i risparmiatori, che ogni giorno si trovano a contatto con le banche al fine di investire il proprio denaro.

Si deve iniziare a comprendere anche in che modo le banche lavorano per noi (noi inteso come clienti). Innanzitutto, consigliamo di considerare, sopratutto in tempi di crisi, la modifica del proprio profilo di rischio.

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In questo modo, si da un chiaro segnale alla banca di voler limitare, la possibilità di proporre e vendere al cliente i loro prodotti, ovvero quei prodotti che oggi vogliono collocare e rifilare agli investitori. Modificando il profilo di rischio, dunque, si cerca di tutelarsi con un paracadute da utilizzare in caso di eventuali contestazioni.

Profilo di rischio: come funziona? Come modificarlo?

Analizziamo dunque quello che è oggi il profilo di rischio. Questo è stabilito dalla direttiva comunitaria in merito ai servizi d’investimento approvato ed entrato in vigore anche in Italia a partire dal 2007, meglio noto come direttiva MiFID (Market in financial instruments directive), conosciuta meglio per gli investitori di trading Forex ed opzioni binarie.

La direttiva MiFID, presuppone, per tutti i trader, per tutti gli investitori, di richiedere alla propria banca, nel momento in cui si richiede una qualsiasi offerta di prodotti, di valutare l’adeguatezza e l’appropriatezza del prodotto o del servizio offerto e venduto ai clienti.

Ora, in base a quanto dichiarato dalla normativa, si stabilisce che ciascuna banca, debba proceda obbligatoriamente ad una classificazione dei propri clienti. Questo deve avvenire anche in base alle caratteristiche degli stessi investitori ed alla loro conoscenza, nonché competenza in materia finanziaria. Dopo di ché deve tracciare un «profilo di rischio, definito anche profilo finanziario».

Cos’è il profilo di rischio?

Il profilo di rischio è una vera e propria fotografia dell’investitore. In sostanza, l’investitore ogni qualvolta vuole investire con al propria banca, deve compilare un form, un questionario detto Test di appropriatezza il quale dovrebbe assolvere la funzione di raccogliere e documentare i dati ottenuti o forniti dal cliente alla banca.

Attenzione: il tipo di documento inerente queste informazioni è graduato e modulato, e deve essere redatto in base ad un crescente «grado di rischio» il quale viene riconosciuto al prodotto finanziario che si intende offrire o vendere.

Test di appropriatezza precompilati: cosa sono?

Molto spesso, al fine di evadere la possibilità per l’investitore di riconoscere eventuali errori nel documento e per piazzare i titoli ai clienti sprovveduti, molti istituti bancari provvedono direttamente ad emettere dei test di profilo di rischio, già precompilati.

Ecco perché consigliamo, nel caso ancora non lo abbiate fatto di rivolgervi al vostro istituto bancario al fine di rivedere e di modificare il vostro profilo di rischio.

Questo ci sembra oggi, l’unica alternativa possibile all’eliminazione e al definitivo STOP del prelievo e degli investimenti delle banche nei confronti del capitale investito. In questo modo, gli istituti non potranno proporre e vendere al cliente i prodotti che essi vogliono collocare. Per questo, riteniamo di fondamentale importanza per tutti gli investitori di tutelarsi con un paracadute da utilizzare in caso di eventuali contestazioni.

Come funziona il test del profilo di rischio bancario?

Secondo quanto accennato prima, la direttiva comunitaria sui servizi di investimento MiFID, richiede alle banche che il test sia sottoscritto da qualsiasi cliente e per qualsiasi offerta di prodotto, deve obbligatoriamente valutare l’adeguatezza e l’appropriatezza del prodotto o servizio offerto venduto ai clienti. In questo modo, la MiFID stabilisce per ciascuna banca l’obbligo di procedere obbligatoriamente ad una classificazione dei propri clienti.

Tutti i clienti, in questo modo saranno schedati e saranno catalogati in base anche alle caratteristiche degli stessi, alla competenza in materia finanziaria, in modo che ne possa tracciare un profilo di rischio o un profilo finanziario. In sostanza, rappresenta una radiografia a 360° dell’investitore.

Il profilo di rischio, mette dunque in evidenza la cultura sugli investimenti di ogni trader, e grazie al questionario, definito come Test di appropriatezza assolve la funzione di raccogliere e documentare tutti i dati ottenuti e forniti dal cliente alla banca.

Infine, per il tipo e la quantità di informazioni richieste, il test è graduato e modulato sulla base di un crescente «grado di rischio».

Profili creati ad hoc: truffa delle banche?

Molto spesso e nella maggior parte dei casi, gli istituti, si cautelano, ovvero prendono delle iniziative precauzionali. Ma cosa fanno realmente le banche? In molti casi, molti istituti finanziari, predispongono il Test di adeguatezza ovvero il profilo di rischio, già precompilato.

Questo, purtroppo, in molti casi non sempre rispecchia la realtà, anzi, succede spesso e volentieri che non è la fotografia dell’investitore bensì quello della banca.

In quest’occasione, i test sono già precompilati, ovvero sono già spuntati i riquadri che sono più convenienti per la banca piuttosto che per gli investitori. Una vera e propria truffa redatta ad opera d’arte. Questo test, in questo modo, viene poi fatto firmare dal cliente, dall’investitore, al pari degli altri documenti e senza che questo possa accorgersene per tempo.

Questo sistema, lo possiamo definire come un vero e proprio modello di truffa, al fine di piazzare le obbligazioni delle banche. Ecco perché molte volte, si incorre in delle truffe. Gli istituti, per piazzare i titolo bancari, le loro obbligazioni, una azione o addirittura uno strumento derivato, sfruttano questa strategia.

In questo modo, l’investitore viene raggirato, ovvero firma il nulla osta alla banca, la quale, precostituiscono la «base» obbligatoria per poter collocare e vendere i prodotti tipo obbligazioni o azioni a seguito degli aumenti di capitale dalle stesse deliberati!

Il questionario MiFID è obbligatorio? Consigli clienti per difendersi dalle truffe

Infine, vogliamo concludere lasciandovi dei consigli, molto utili per altro a tutti gli investitori,i quali, potrebbero rappresentare un punto di svolta nel rapporto tra banca e cliente. Ecco perchè il primo consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di recarvi personalmente presso il vostro istituto e controllare e nel caso modificare il profilo di rischio.

Nel momento in cui, vi accorgete che il profilo di rischio, non è coerente con le vostre possibilità, non rispecchia fedelmente quello che voi siete, potrete chiedere alla banca la modifica, adeguandolo a quelle che sono effettive caratteristiche di del vostro profilo.

Modificando il profilo di rischio, potrete bloccare la banca dalla possibilità di offrire e vendere, in futuro, prodotti non conformi alle prerogative ed al profilo del trader. In sostanza, le banche non potranno far acquisti di obbligazioni ed azioni, se non conformi a quanto dichiarato dall’investitore.

Purtroppo, in Italia, il sistema bancario non è semplice, e molte volte, ci troviamo ad essere raggirati. Purtroppo, però, i documenti sono da noi firmati, quindi la responsabilità è nostra; le banche si sollevano da tale incombenza e a rimetterci siamo sempre noi investitori.

Come è formulato il profilo di rischio MiFID (direttiva europea)

Molto spesso, ci viene sottoposto per la sottoscrizione il test di adeguatezza che segna poi il profilo di rischio. Il problema principale è che molto spesso questo non corrisponde a realtà.

Quindi, il problema principale è cosa firma il cliente all’atto della acquisizione dei prodotti finanziari. In sostanza, si dovrebbe sottolineare il grado di consapevolezza che questo ha nei confronti delle informazioni su banche ed istituti di credito, obbligazioni, azioni, ecc.

Questionario MiFD esempio

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Esempio questionario mifid

In profilo di rischio del cliente, personalizzato e modellato sulla base delle sue conoscenze, viene effettuato secondo questo formato:

  • Profilo di rischio:
    • Cauto;
    • prudente;
    • bilanciato;
    • dinamico;
    • aggressivo.

Il questionario da sottoporre al al cliente, secondo un format di testo, prevede domande simili a queste:

  • Hai un po’ di soldi da parte? È più sicuro investirli in un solo strumento finanziario o in tanti diversi?
  1. un solo strumento finanziario;
  2. tanti strumenti finanziari diversi;
  3. Non lo so.
  • Supponi che nei prossimi 10 anni il prezzo delle cose che compri raddoppi. Se anche il tuo stipendio raddoppia, potrai acquistare:
  1. meno di quello che compri oggi;
  2. esattamente quello che compri oggi;
  3. Più di quello che compri oggi.
  • Hai bisogno di un prestito da 100 euro. Per ripagarlo hai due strade: pagare 105 euro oppure 100 euro + il 3%. Qual è la più conveniente?
  1. 105 euro;
  2. 100 euro + 3%;
  3. non lo so.
  • Supponi di depositare i soldi in una banca che per due anni ti darà un interesse annuo dell’1%. La banca:
  1. nel secondo anno aggiungerà al tuo conto più soldi di quanti ne aggiungerà il primo anno;
  2. aggiungerà al conto la stessa somma ogni anno;
  3. non lo so.
  • Supponi di avere 100 euro in un conto bancario e che la banca aggiunga un 10% di interessi annui. Quanti soldi avrai dopo cinque anni se non ne ritiri?
  1. più di 150;
  2. esattamente 150;
  3. meno di 150;
  4. non lo so.

Secondo quello che l’investitore dichiara, viene definito il profilo.

Solitamente le risposte che vengono fornite, vengono contrassegnate in base alla spunta contrassegnata nelle caselle poste dopo ogni domanda.

Molto spesso però queste domande, hanno già una risposta, ovvero sono già state contrassegnate dalla banca e il cliente si trova solo a firmare un formato già precompilato. In questo caso, succede che il funzionario, al fine di ottenere, un risultato di profilo compatibile con i prodotti finanziari che la banca intende vendere.

Profilo di rischio per i clienti delle banche: quali rischi futuri?

Il rischio per gli investitori non si limita solo a questo; molto spesso, vi sono tanti istituti che sono a rischio default in quanto poco capitalizzate. Ecco perché è molto importante anche l’indice di solidità della banca stessa e deve essere considerato l’indice di patrimonializzazione. Per molti istituti questo è molto basso e non se ne parla neanche. Per tale motivo, raccomandiamo massima attenzione e prudenza sopratutto quando sii vuole investire in questi settori.

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